Sei una PMI? Ecco 7 consigli di email marketing per incrementare i tuoi contatti

Se sei una PMI probabilmente starai pensando che l’email marketing sia un’attività ideale solo per aziende di dimensioni medio-grandi, ma non è così. Basta riflettere sul fatto che l’utente che riceve la vostra mail non può sapere se siete una grande multinazionale o la PMI che opera solo sul mercato locale. Ecco quindi alcuni consigli per utilizzare al meglio questo strumento di marketing.

1 Stabilire un obiettivo specifico da raggiungere

Scrivete con un obiettivo chiaro chiedendovi sempre qual è l’azione che volete far compiere ai vostro clienti, definite un oggetto della mail in linea che comunichi qualcosa e utilizzate le newsletter ricordandovi che sono un modo per mantenere vivo il dialogo con il cliente non per vendere qualcosa.

  1. Scegliete una piattaforma professionale

Anche se siete la più piccola PMI d’Italia scegliete sempre una piattaforma professionale (io consiglio Mailchimp per iniziare) che permetta di tracciare i dati e quindi adattare la vostra strategia di marketing.

3- Segmentate il vostro database 

Cercate di raggiungere un target il più possibile segmentato sulla base dei gusti e delle abitudine, informazione questa che ricaverete dai dati in vostro possesso. Solo così invierete messaggi coerenti con quello che il destinatario desidera e aumenterete il numero di aperture e click alle vostre email.

4- Personalizzare è importante

Cominciate sempre il messaggio in modo personalizzato, ad esempio “Caro Matteo” anziché un semplice “Ciao”. Nelle piattaforme di email marketing è una funzione automatica ma semplice da applicare.

5- Decidete ogni quanto inviare

La comunicazione deve essere costante ma non troppo frequente, io consiglio un messaggio al mese integrato da novità importanti qualora ce ne fossero per evitare disiscrizioni. Per le comunicazioni più frequenti potete utilizzare i social media e il blog.

6- Contenuti personalizzati 

Inviare sempre contenuti ed offerte esclusive riservate ai clienti, in modo da farli sentire importanti per voi ed incentivate l’azione di passaparola o acquisto con un coupon.

7- Non spammate

Utilizzate sempre liste in vostro possesso o acquisite a norma di legge, spiegando al destinatario come mai riceve la vostra comunicazione, che deve essere sempre di qualità. Ricordate che è vietato fare spam con indirizzi mail di persone che non hanno fornito il loro consenso a ricevere informazioni.

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Sei una PMI? Ecco 7 regole per non perdere tempo e denaro su Google Adwords

Potrebbe sembrare uno scoglio insormontabile trovarsi a competere online con competitor giganti del settore per promuovere il proprio prodotto e servizio eppure grazie a Google Adwords anche la PMI e il libero professionista possono ottenere buoni risultati con un budget adeguato a patto che lo strumento venga utilizzato all’interno di una strategia ben delineata.

Molto spesso il problema è che Adwords è complicato e promettere buoni risultati con il minimo sforzo significa essere dei truffatori. Esiste solo un buon sistema per utilizzarlo ed è il seguente:

  • Delineare una strategia precisa prima di avviare una campagna
  • Seguire giornalmente andamenti, dati e statistiche valutando le criticità a livello di keyword e annunci sulla base dei risultati ottenuti
  • Monitorare ogni singola variazione

Solo seguendo la campagna con cura e abbandonando le impostazioni consigliate potrete essere sicuri di investire la giusta quantità di denaro e ottenere gli obiettivi desiderati, anche se siete una piccola impresa o un libero professionista.

Ecco quindi sette regole da seguire nell’impostazione della campagna e consigli che ogni valido professionista di Google Adword vi inviterà a seguire:

  1. Semplicità: non è necessario creare una miriade di annunci su migliaia di parole chiave (come vi consiglia in automatico il sistema). Focalizzatevi su pochissimi annunci e poche parole chiave in modo da essere in grado di controllare manualmente la campagna e ottimizzare le risorse.
  2. Monitorate i progressi: per farlo ti consiglio di collegare l’account a Google Analytics per tracciare in modo ancor più dettagliato parole chiave, CTR, quality score, rendimenti ecc..
  3. Attenzione al Quality Score: è semplice, basta pensare al risultato ottimale per il vostro target e creare annunci collegati a una specifica parola chiave (o poche) che puntano a una specifica landing page. Così attirerete utenti altamente profilati incrementando le possibilità di conversione e alzerete il vostro Quality Score.
  4. Attenzione al budget: partite con 1 euro al giorno, vedete l’offerta di Google per le parole chiave e non modificate il budget frequentemente rendendo complicata la lettura dei risultati.
  5. Attenzione alle offerte per parole chiave: è possibile specificare un’offerta per ogni parola chiave e insieme al CTR questa influenza la posizione sulle pagine Google. Solo se il quality score è ottimizzato e la posizione media bassa (oltre la 6 posizione) potete aumentare l’offerta per parola chiave se il budget lo permette.
  6. Remarketing: applicatelo dalle impostazioni di Google Adwords per mostrate agli utenti che hanno visitato determinate pagine del vostro sito annunci diversi e specifici sulla rete display. In questo modo targetizzerete ancora di più gli annunci, puntando a offerte e call to action specifiche.
  7. Posizione media: ricordate che fino alla 4 – 5 posizione gli annunci possono avere un buon CTR, quindi spingete parole chiave a concorrenza bassa e fate attenzione a quelle più costose e ad alta concorrenza.

Il consiglio finale è ottimizzare il più possibile parole chiave, offerte, quality score e annunci ma soprattutto il vostro sito web e landing page procedendo per test uno step per volta e incrementando il budget solo se le cose andranno bene.

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Come creare una pagina Facebook vincente per la tua PMI: la guida

In questo articolo tratterò la creazione di una pagina Facebook vincente per la PMI, adatta a generare traffico verso il sito web o l’ecommerce.

Primo passo: creare un account Facebook

Le pagine Facebook per le PMI sono sempre connesse ad un account Facebook personale e se non ce l’hai è giunto il momento di crearne uno. Dopodichè potrai affidare il ruolo di amministratore a qualcun altro.

Secondo passo: scegliere il tipo di pagina che si vuole

Local Business o Place: se hai un negozio fisico, un ristorante o un’altra azienda che vuoi far visitare dal tuo target questa è la tipologia di pagina che fa per te.

Company, Organization o Institution: se non hai un luogo fisico o hai più di una location questa è la categoria che fa per te.

Product o Brand: per le aziende che vendono il loro prodotto su molteplici siti Internet e negozi. Un esempio sono Nike e Apple.

Artist, Band o Public figure: adatta a chi deve promuovere se stesso, una band o un altro tipo di artista.

Entertainment: per Tv show, libri, stazioni radio e riviste.

Cause o Community: escluse le organizzazioni sociali e no profit che possono usare la categoria “company, organization o institution” questa tipologia di pagina è adatta alle organizzazioni no profit che intendono sottolineare il loro fine sociale

Una volta selezionato il tipo di pagina ti sarà chiesto di scegliere la categoria da un menu a tendina e poi di inserire l’indirizzo.

Terzo passo: setup delle sottocategorie, descrizione e link

A seconda del tipo di pagina che hai selezionato potrebbe esserti richiesto di aggiungere ulteriori categorie. Per esempio se sei un agente immobiliare vedrai questa opzione così come “affitto casa vacanze” selezionando immobiliare nel riquadro delle categorie. Nella stessa finestra puoi aggiungere la descrizione del tuo business, oltre a dare un’idea del tuo business alle persone potrai inserire i termini che il potenziale cliente userà per cercare il tuo prodotto e servizio. Per esempio un ristorante locale includerà una descrizione del tipo di cibo offerto e le informazioni di contatto. Qui puoi anche indicare il tuo sito web e link ad altre pagine che vuoi promuovere o ad altri account social.

Quarto passo: caricare la foto di profilo

Per molte aziende questa immagine sarà il logo, la cui dimensione deve essere di 180×180 pixel.

Quinto passo: definire l’indirizzo su Facebook

Nella finestra successiva vi sarà chiesto di inserire l’ndirizzo Facebook che conterrà la parola chiave con cui volete essere cercati oppure corrisponderà al nome dell’azienda. Dopo questo step siete pronti a fare mi piace e invitare i vostri contatti mail a fare altrettanto. Vi consiglio di non invitare i contatti fino a quando la pagina non avrà tutte le informazioni complete e almeno un paio di post pubblicati.

Sesto passo: aggiungere la Cover Photo di Facebook

La Cover Photo di Facebook coprirà tutta la parte alta della pagina e deve rappresentare la vostra azienda e/o brand. Un esempio può essere il piatto più popolare per un ristorante, la foto dello staff, il prodotto più popolare. Adesso è possibile aggiungere fino al 20% di testo alla Cover Photo e quindi anche messaggi promozionali o una call to action.

Settimo passo: linkare dal profile personale alla fan page

Ora che la pagina Facebook è impostata puoi aggiungerla al tuo profile personale aggiornando le informazioni “add work experience”. Aggiungete anche una breve descrizione del lavoro svolto e così il vostro profile Facebook avrà un link alla pagina fan.

Questo è tutto quello che bisogna fare per creare una pagina Facebook, ora è il momento di postare contenuti e attrarre i clienti ed è qui che entra in gioco il professionista di webmarketing.

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International SEO nelle PMI: alcuni veloci consigli

Sempre più spesso anche la PMI deve fare i conti con l’international SEO, necessario per posizionare sui motori di ricerca un sito multilingue. Ecco quindi di seguito alcuni dei problemi che la PMI si trova ad affrontare e i consigli per ottenere un’ottimale presenza online grazie all’international SEO.

Domini

Tutto comincia con la selezione del dominio, che può essere un solo sito promosso in un solo Paese oppure un gruppo di siti da ottimizzare per la promozione internazionale del business. Per quanto riguarda l’international SEO è necessario avere un TDL (top level domain) per ogni Paese in cui si vuole essere presenti sui motori di ricerca, ed è molto più complicato di quello che potrebbe sembrare. Molti Paesi richiedono la presenza fisica dell’azienda sul territorio prima che tu possa ottenere un dominio e un esempio di questi è la Germania.

Questa è una considerazione molto valida per il motore di ricerca, che deve mostrare i risultati più rilevanti al visitatore, per cui se stai cercando dal Canada Google posizionerà più in alto i domini con .ca rispetto ai .com. Facciamo l’esempio con “travel” e uscirà Expedia.ca, Expedia.com e Yahoo Canada Travel.

Hosting

I motori di ricerca guardano alla host location (IP) del sito web per cercare di offrire il risultato più rilevante ai visitatori. Idealmente dovresti far ospitare il tuo sito all’interno del Paese, per cui se ti stai rivolgendo alla Germania il tuo host dovrebbe essere tedesco. Se operi in 19 Paesi prendi lo stesso principio e rendilo globale.

Contenuti

Questo è l’argomento più importante da affrontare. Se stai operando a livello globale, avrà senso impegnare tempo e risorse per localizzare il tuo contenuto per ogni Paese in cui operi?

Molte volte le aziende sono interessate solo ai parlanti di lingua inglese e quindi producono contenuti duplicati, con siti in cui cambia solo la lingua in modo da avere la via più semplice e veloce per operare a livello internazionale. Nonostante questo sistema sia penalizzato da Google, che vuole offrire il contenuto più rilevante in termini di pagine indicizzate e backlink di qualità.

Naturalmente queste sono solo alcune delle sfide che una PMI si trova ad affrontare e alcuni dei temi da trattare con il proprio professionista SEO.

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Mobile marketing: come promuovere l’ecommerce nella PMI

Oggi 50 milioni di italiani possiedono uno smartphone e per la PMI è imprescindibile avviare una strategia di mobile marketing accanto alle campagne tradizionali. Ecco dunque qualche consiglio su come procedere, dando per scontato che il sito sia ottimizzato per la navigazione da dispositivi mobile, come smartphone e tablet.

Ottimizzare le email per il mobile marketing

Quasi la metà delle vendite degli ecommerce arriva ormai dalle email aperte da smartphone e tablet, pertanto è necessario investire in questo settore rivolgendosi a un professionista che si occupi di copywriting commerciale, realizzando email promozionali visibili correttamente da tutti i dispositivi e correlate alle applicazioni dedicate.

Traffico diretto

Il traffico diretto è la fonte principale di acquisti via mobile con oltre un terzo delle conversioni, mentre il traffico organico rappresenta il 16%. Quindi per agevolare l’utente che va dritto alla fonte è necessario ottimizzare correttamente la landing page per il mobile.

SEM

Con il 24.8% di conversioni per gli ecommerce generate da attivita SEM sui tablet , si ribadisce l’importanza di questa attività nonostante lo schermo più piccolo e un minor numero di annunci visualizzati. Non va quindi escluso un investimento di tempo e denaro in attività di SEM nella strategia di mobile marketing.

Social

Pur trattandosi solo di una piccola parte nella generazione di vendite e conversioni per gli ecommerce, si tratta di strumenti di web marketing e mobile marketing che portano al rafforzamento dell’engagement tra l’utente e l’azienda e alla sua fidelizzazione.

E’ importante infine non dimenticarsi di integrare la propria strategia di mobile marketing per ecommerce con l’intero piano di marketing della PMI in modo da ottimizzare investimenti e risorse e agevolare il raggiungimento degli obiettivi previsti.

Leggi anche: Consigli per il successo dell’ecommerce nella PMI

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