Come programmare le storie su Instagram

In tanti si chiedono come programmare le Storie su Instagram e la modalità più semplice è farlo dallo strumento Business Suite. Basta cliccare su “Crea Storia” dalla Home o accedere alla scheda “Post e Storie” via app, anche se al momento si possono aggiungere solo luogo, gif, data e hashtag e non link e sticker.

Oltre a questo si possono salvare e modificare i post di Instagram in bozza da Business Suite, scegliendo l’opzione “Salva come bozza”. Chi non vuole usare la Business Suite può avvalersi di tutta una serie di app per programmare le Storie Instagram, vediamo quali.

Migliori app per programmare le storie su Instagram

Le app più amate e usate dalle web agency e dai social media manager nel 2021 per lavorare con Instagram, oltre a PostPickr che vi consiglio di sperimentare in prima persona, sono le seguenti.

1. Storrito: è il tool più completo per schedulare Stories di Instagram e inserire stickers, GIF, domande e sondaggi gestendo tutto da PC. L’utente può programmare la storia o pubblicarla in tempo reale ed ha a disposizione tanti templete. La versione free del tool prevede un basso numero di storie programmabili, ma con la versione a pagamento si ha uno strumento davvero valido.

3. Onlypult: è il tool più adatto a programmare contenuti su tutte le piattaforme social esistenti, compresi TikTol e Telegram, ma anche YouTube. Il programma si può usare da desktop e mobile e rende la pubblicazione della storia di Instagram completamente automatica. Anche il prezzo è molto basso e include il calendario editoriale integrato, il correttore delle immagini, gli analytics e la possibilità di gestire più account Instagram.

3. Sked Social: è l’app perfetta per pianificare e pubblicare in modo automatico post, foto, video e storie su Instagram. Questi sono i punti di forza del tool:

•             calendario editoriale drag & drop per gestire meglio le pubblicazioni;

•             anteprima dei tuoi post come li vedresti su Instagram;

•             visual planner, che ti permette di pianificare a livello visivo il tuo feed;

•             disponibilità di app per mobile (iOS e Android);

•             report avanzati per analizzare tutti i risultati delle tue stories;

•             numero illimitato di utenti e collaboratori.

Per questo Sked Social è già usato da oltre 10 mila aziende, web agency e social media manager dato che permette di far vedere il feed ancora prima di pubblicare i contenuti ed è altamente orientato ad Instagram. Anche in questo caso il prezzo è alla portata di tutti e si può provare il tool gratuitamente per 7 giorni.

Come vedi programmare le Stories Instagram e gestire l’account è possibile anche non in tempo reale e i vari tool indicati permettono di migliorare produttività ed efficienza sul lavoro. Se all’elenco manca qualcuno, segnalamelo nei commenti!

Ricerca organica: perché è importante?

Chi si occupa di SEO lavora alla cosiddetta ricerca organica. Con questo termine si intendono tutti i risultati che appaiono sulla SERP del motore di ricerca per query che non sono a pagamento. Si tratta di pagine web che il motore di ricerca mostra perché pertinenti con il search intent dell’utente.

Il termine organica deriva proprio dall’inglese organic, naturale, in contrapposizione alla ricerca paid che comprende gli annunci sponsorizzati su Google e non solo. In questo caso nella ricerca organica appaiono contenuti che non sono influenzati dai pagamenti degli inserzionisti.

Il valore della ricerca organica

La ricerca organica è fondamentale per ogni sito dato che rappresenta la fonte primaria di visite e genera traffico organico. Si tratta di visite e click di utenti che arrivano dal motore di ricerca e che sono gratuiti a differenza di quelli generati dalle campagne di PPC e dai social media.

Il traffico organico è molto diverso dal traffico a pagamento e genera visite di chi sta cercando davvero un prodotto e servizio. Tuttavia, per ottenere il massimo è importante lavorare allo snippet di anteprima e a title e description, creando contenuti che spingano a interagire con la pagina web.

Compito dello specialista SEO è generare questo traffico per fare in modo che gli utenti trovino sulle pagine quello che si aspettano, anziché rivolgersi ai competitor. Appare, quindi, evidente come la ricerca organica offra risultati molto diversi dalla paid search, ovvero la ricerca a pagamento.

In questo caso i risultati sponsorizzati sono posizionati in alto o in basso sulla pagina e contengono testi promozionali e pubblicitari diversi dai contenuti informativi proposti dalla ricerca organica.

In conclusione, chiunque abbia un sito web e voglia generare traffico, visite e flusso costante di clienti e vendite deve puntare sulla ricerca organica e sulla SEO per distinguersi dalla concorrenza e rimanere competitivo.

Intrattenimento video in Italia: la crescita del 2021 e i dati

Nel corso del 2021 è cresciuto il mercato dell’intrattenimento video in Italia, anche grazie all’aumento dell’offerta. Oggi i consumatori italiani possono scegliere tra tante alternative i contenuti audiovisivi che meglio rispondono ai loro interessi.

Il valore di mercato del video entertainment in Italia ha raggiunto gli 1,3 miliardi di euro, anche grazie ai contenuti a pagamento proposti ai consumatori.

Alcuni dati sul mercato dei video in Italia

Tanti sono i dati emersi dall’Osservatorio Digital Content della School of Management del Politecnico di Milano raccolti grazie alla collaborazione con BVA Doxa, DGR, Mediaset, Hearst Italia, RAI e RCS e con il patrocinio di AGCOM. Si tratta di informazioni che mettono in luce il cambiamento delle abitudini dei consumatori in materia di video entertainment.

Rispetto al 2020 è aumentato del 7% il numero di utenti che fruisce di contenuti video e sono 4 italiani su 5, con 1 italiano su 2 che lo farebbe a pagamento. Il 61% del valore di mercato è dato dalla spesa degli italiani per acquistare contenuti singoli e abbonamenti, con una crescita del 21% rispetto al 2021. La percentuale relativa all’advertising, invece, è cresciuta solo del 9%.

Le preferenze degli italiani nel mondo video

I video di intrattenimento restano i contenuti online preferiti dai consumatori italiani rispetto ad altre tipologie come musica e videogiochi. Nel 2021 l’80% degli utenti intervistati su un totale di 1054 persone ha ammesso di trascorrere il tempo libero guardando video, il 79% leggendo notizie, il 76% ascoltando musica e solo il 43% giocando ai videogame.

Si tratta di informazioni che permettono alle aziende di comprendere meglio cosa si aspettano gli italiani dai contenuti video e ai creatori di video di realizzare un prodotto che corrisponde alle esigenze degli utenti. Vedremo cosa accadrà nel 2022.

Calendario giornate nazionali 2022

Ogni social media manager conosce l’importanza delle giornate nazionali per creare il piano editoriale per i social media e proprio il calendario di queste festività e ricorrenze diventa un valido alleato per la realizzazione di contenuti virali e creativi.

Consigli per sfruttare le giornate nazionali 2022

Accanto alle date legate al brand, come il lancio di nuovi prodotti, e alle notizie di settore chi crea piani editoriali per i social media si affida anche alla conoscenza delle giornate mondiali e nazionali, che permettono di arricchire il calendario editoriale sfruttando la visibilità offerta da tali eventi.

Saper lavorare con le ricorrenze significa anche e soprattutto aumentare l’engagement sui canali social e, a differenza delle giornate mondiali, quelle nazionali variano da Paese a Paese. Si tratta per lo più di date che celebrano ricorrenze, eventi e traguardi di valore per una data nazione e che sono fissate da enti governativi e associazioni di categoria.

L’importante è saper includere in modo coerente il calendario delle giornate nazionali 2022 nel proprio piano editoriale, creando per ogni occasione un contenuto nuovo, creativo e originale che cavalca il trend del momento e assicura visibilità al brand.

Attenzione, però, a prendere le giornate nazionali solo come spunto per la propria creatività. La comunicazione sui social media, infatti, deve essere coerente non solo dal punto di vista del tone of voice, ma anche delle tematiche trattate dal brand.

In conclusione ogni settore di business è unico e lo stesso vale per la sua attività di comunicazione e marketing, compreso l’utilizzo delle giornate nazionali.

Guarda il calendario completo delle giornate nazionali italiane qui.

Consigli base di keyword research per eCommerce

Lavorare alla SEO per eCommerce significa individuare l’intento di ricerca del potenziale cliente ed essere pronti a soddisfarlo. Per questo si devono individuare tre categorie di keyword: le query informative, le query navigazionali e le query commerciali. Vediamo di cosa si tratta.

Tipologie di query per l’ecommerce

La keyword informativa risponde alla ricerca di informazioni su un dato argomento e comprende contenuti come articoli, video tutorial e guide. L’obiettivo è quello di farsi trovare da un utente per risolvere il suo problema velocemente e generare così la base di partenza per ogni attività di inbound marketing.

La keyword navigazionale comprende le parole chiave che puntano a generare brand awareness ovvero correlate al nome del brand. Si tratta di termini che non interessano ai competitor, anche se è meglio adottare una tattica di brand protection per mantenere sempre le prime posizioni.

La keyword commerciale fa riferimento a un obiettivo come l’acquisto, il download e la vendita o l’iscrizione a un servizio freemium.

Tool per la Keyword Research

Se a questo punto ti stai chiedendo come trovare le keyword, sappi che puoi contare su strumenti gratuiti come Google Keyword Planner o a su tool come SEOZoom e SEMrush.  Da questi tool puoi ottenere una serie di parole chiave da studiare e da organizzare in un file Excel creando le seguenti colonne:

  • Keyword
  • Volume di ricerca medio mensile
  • CPC
  • Keyword difficulty

Non importa quale sia il tuo business online, fare SEO è sempre un’attività fondamentale e da inserire nel piano di marketing e non esiste attività SEO senza la keyword research.

Scopri altri tool utili per la gestione del tuo ecommerce qui.