Tante le novità Facebook dell’ultima settimana: scoprile qui

Dai tool per i pubblicitari ai test per aggiungere i voti ai commenti, dagli strumenti contro i meme offensivi a quelli per tutelare il benessere delle persone: sono davvero tante le novità Facebook dell’ultima settimana che migliorano il lavoro di chi in tutto il mondo utilizza il social network per fare marketing online.

Come detto Facebook ha messo in campo l’intelligenza artificiale per contrastare la diffusione di meme offensivi, sta testando la possibilità di votare i commenti utili e ha realizzato uno strumento a favore del benessere digitale. Vediamo nel dettaglio le novità Facebook.

Innanzitutto la piattaforma ha realizzato uno strumento per i pubblicitari già noto come “Facebook Canvas” che permette l’inserimento di banner con una velocità di caricamento di 15 volte superiore rispetto ai sii mobile e che quindi hanno ottime probabilità di essere visualizzati interamente. Recentemente lo strumento è stato potenziato in “Instant Experience” e dotato di nuovi template che permettono di inserire nel banner tool per il monitoraggio (pixel Facebook o tracker di terze parti).

Sono inoltre stati messi a disposizione nuovi moduli istantanei come l’Instant Storytelling che permette di pubblicare un mix di video e foto per dare un’immagine aziendale ancora migliore oppure l’Instant Customer Acquisition e l’Instant Form che permette di visualizzare offerte e incentivare azioni e conversioni.

La lotta ai Meme offensivi

Le fake news e la disinformazione si diffondono su Facebook anche tramite i Meme, giustapposizioni comiche di testi e immagini e Facebook ha promesso che ben 20mila addetti umani gestiranno la moderazione dei contenuti entro la fine dell’anno. Nel frattempo ha sviluppato un tool basato sull’intelligenza artificiale chiamato Rosetta, in onore della nota stele.

Questo sistema è in grado di analizzare 1 miliardo di contenuti foto e video ogni giorno, identificando i testi associati e esaminandoli per vedere se corrispondono alle policy aziendali.

Attività online e benessere psicologico

Recentemente Facebook ha rilasciato i risultati di una ricerca condotta con la Carnegie Mellon University da cui emerge come chi non si limiti a un uso passivo dei social media avverta un maggiore senso di benessere dall’attività online. Naturalmente commentare, creare contenuti e inviare messaggi deve essere un’attività limitata nel tempo e fatta con qualità e consapevolezza.

Ecco perché a breve troveremo anche come utenti privati sia su Facebook che su Instagram gli strumenti per capire quanto tempo passiamo sui social media e la possibilità di ricevere una notifica se si supera il limite desiderato.

Possibilità di votare i commenti

Già a fine luglio Facebook aveva avvisato i social media marketer della possibilità di votare i commenti e il progetto sta procedendo con i primi utenti Android che hanno notato sulla destra dei commenti il sistema di upvote e down vote per premiare o declassare i commenti indicando quelli più utili a scapito di commenti offensivi o spam.

Vediamo cosa succederà nei prossimi mesi, intanto continuate a seguirmi per scoprire come usare Facebook nella vostra azienda.

 

 

Come i contenuti permettono all’azienda di risparmiare

Sicuramente vi è stato detto che il contenuto di qualità permette di migliorare l’attività SEO, è la chiave per una campagna di web marketing di successo e molto altro. Forse però non sapete ancora che può far risparmiare denaro alla tua azienda.

Il servizio clienti è, infatti, una attività costosa per la maggior parte delle aziende ma il contenuto può aiutare a offrire una risposta online alle domande più frequenti, tagliando i costi aziendali. Generalmente le persone prima di contattare il servizio clienti cercano su Google la risposta alla loro domanda e risolvere tale esigenza è il segreto per risparmiare attraverso il content marketing. Naturalmente il contenuto deve essere utile e ben fatto per dare una risposta completa proprio come farebbe l’operatore umano. Vediamo come fare.

Creare contenuti che supportano il servizio clienti

  1. Individuare le domande frequenti

La prima cosa da fare è preparare la lista delle domande più frequenti che le persone fanno, magari guardando le keyword più cercate sul sito web utilizzando tool come Google Analytics che permette anche di analizzare il comportamento online dell’utente.

Una volta creato l’apposito report il mio consiglio è filtrare le domande al fatto che si riferiscano a prodotto, luogo, tempo, come fare qualcosa o altro. Naturalmente i dati devono riferirsi almeno all’ultimo anno.

  1. Individuare le domande su altri siti

Ancora più spesso gli utenti si informano sull’azienda, i prodotti e i servizi su altri siti e forum, ad esempio Quora. Per chi si occupa di servizio clienti è importante individuare anche queste domande attraverso tool specifici:

  • Google Search Console: sicuramente l’avrai impostato per il tuo sito e nella sezione Traffico-> Analytics vedrai la lista di queries cercate per poi cliccare su Performance nella nuova versione appena rilasciata da Google.
  • Answerthepublic: potrai cercare con questo tool i termini e le domande correlate alla tua azienda, prodotto e servizio che le persone fanno online
  • BuzzSumo: il tool ha recentemente aggiunto la funzione Question Analyzer
  • Chiedere a chi si occupa di customer service in azienda e utilizzare le domande più frequenti per creare contenuti ad hoc
  1. Analizzare le risposte presenti online

Una volta creata la lista delle domande si può procedere alla ricerca online di quelle che hanno già una risposta, creata dall’azienda o dai suoi fan, verificare se quanto presente su Google è utile ma soprattutto se è corretto. Se la domanda non ha ancora risposta online l’azienda può procedere in due modi:

  • Creare branded content per rispondere alla domanda
  • Riproporre un contenuto già esistente

Qualora si decidesse di creare un nuovo contenuto deve essere amplio e comprendere magari le FAQ che rispondono alle domande più frequenti, dando la priorità alle domande che più vengono fatte.

  1. Monitoraggio

Una volta pubblicato o adattato il contenuto è importante essere sicuri che è rilevante per rispondere alla query e che Google lo riconosca come unico, rilevante e pertinente. Si deve anche chiedere a chi fa customer service se ha notato un calo della domanda  e delle richieste di informazioni su quel tema.

Alcune attività aggiuntive

Oltre a questo per rispondere meglio al cliente si può pensare di aggiungere uno chatbot al sito, che sappia rispondere alle FAQ per risparmiare tempo e risorse da investire in addetti al customer service, ridicendo di conseguenza i costi e offrendo al contempo un’esperienza migliore al cliente.

 

6 consigli di Facebook Marketing per aumentare l’engagement

Oggi la pagina Facebook aziendale è uno strumento chiave per lavorare sui social media e per questo voglio dare  a tutti voi 6 consigli di Facebook Marketing per aumentare l’engagement. Solo una adeguata attività di realizzazione di contenuti propri e condivisione dei contenuti altrui permette di migliorare le interazioni sulla pagina e avviare conversazioni di valore con i fan, trasformandoli in possibili clienti. Vediamo come fare.

Alcuni consigli per aumentare l’engagement su Facebook

  1. Essere tempestivi

Non vanno sottovalutati i tempi di pubblicazione che dipendono non solo dall’argomento del post ma anche dal pubblico che si vuole raggiungere. Scoprire gli orari migliori richiede lunghi test ma è uno dei consigli di Facebook Marketing che troppo spesso non viene sufficientemente considerato dalle aziende.

Ad esempio,  studi recenti hanno dimostrato che il giovedì e il venerdì sono i giorni migliori per pubblicare mentre il tasso di engagement crolla anche del 3,5 % tra il lunedì e il mercoledì. Per quanto riguarda l’oratio la fascia dalle 13 alle 14 è quella con più condivisioni e interazioni, mentre alle 15 otterremo più click sui post. Naturalmente si tratta di ricerche generali che poi ogni azienda deve adattare alla sua tipologia di business, servizio o prodotto.

  1. Curare la grafica

Le foto inserite nei post di Facebook permettono di ottenere il 53% di Link in più e ben l’84% di click in più sul link inserito nel post. I mie personali consigli per quanto riguarda le immagini sono di:

  • Inserire foto di persone reali focalizzate sul volto
  • Usare immagini ambientate o di situazioni piuttosto che di prodotto
  • Accompagnare ogni immagine con un breve testo
  • Utilizzare le gallerie
  • Usare immagini in grado di evocare emozioni e ricordi nei fan
  1. Usare il Crowdsourcing

Si tratta di una tecnica che agisce da catalizzatore sui social media e genera conversazioni per la condivisione di contenuti, idee e opinioni a partire da una notizia di interesse comune. Inoltre permette ai fan di sentirsi parte attiva di un progetto portando a importanti benefici per la visibilità dello stesso. Magari potete chiedere a chi vi segue sulla pagina Facebook aziendale:

  • Testimonianze
  • Commenti su argomenti di attualità
  • Invio di materiale fotografico sul prodotto
  1. Investire in pubblicità

Un altro consiglio di Facebook Marketing è investire in pubblicità sponsorizzando alcuni post per raggiungere un determinato pubblico precedentemente individuato. Potremo così promuovere il prodotto e servizio e incentivare le visite sulla pagina dedicata del sito web ma anche far sapere al potenziale cliente che abbiamo la soluzione per risolvere il suo problema o rispondere a un suo bisogno.

  1. Analizzare i dati sul pubblico

Ogni cosa che è collegata alla pagina Facebook genera importanti dati da analizzare che permettono di scoprire quali sono i contenuti più coinvolgenti, ma anche quale è il comportamento degli utenti grazie agli Insight forniti dalla stessa piattaforma Facebook. Si tratta di dati che, se analizzati costantemente, permettono di aiutare la realizzazione del piano editoriale della pagina.

A chi volesse ottenere informazioni ancora più approfondire consiglio di utilizzare FanPage Karma, strumento eccellente per monitorare e analizzare anche le pagine Facebook dei competitor.

  1. Offrire contenuti di valore

Continuerò a ripeterlo costantemente: una presenza efficace su Facebook non può prescindere dall’offerta di contenuti di valore evitando post auto promozionali e magari non responsive. Il fan su Facebook cerca la risposta a una domanda o a un bisogno, cerca emozione e solo un buon contenuto può offrire tutto questo.

Alle aziende consiglio di condividere tutorial e competenze ma anche brevi consulenze o consigli pratici, il tutto per aumentare le possibilità di coinvolgere le persone e creare engagement sulla pagina Facebook aziendale.

Guarda anche l’infografica presente qui.

Perché l’engagement su Facebook è fondamentale

Investire sui social network è una parte essenziale di ogni strategia di digital marketing, ma purtroppo non è sufficiente aprire la pagina Facebook e pagare in sponsorizzazioni per avere successo nel lungo periodo.

Essere presenti è solo il primo passo, poi si tratta di proporsi nel modo giusto per aumentare davvero il fatturato aziendale e puoi sapere se stai lavorando bene  analizzando il social media engagement, la spia che ti informa sulla tua reputazione online.

Se è alto significa che sai come parlare ai tuoi consumatori, creando coinvolgimento emotivo verso il brand e facendoti amare dai clienti per chi sei e cosa fai. La conseguenza è una maggiore attenzione dei fan verso le tue attività, prodotti e servizi che saranno percepiti anche come maggiormente affidabili.

Ecco quindi perché fare engagement su Facebook è un consiglio di Facebook Marketing che porta a ottenere visibilità prima e aumento delle vendite poi, grazie alla creazione di una relazione di fiducia con i fan. Cosa ne pensi?

Vuoi aumentare il tasso di coinvolgimento sui tuoi canali social? Contattami per informazioni !

 

 

Usare le keyword long tail per fare lead generation

Oggi data l’elevata competitività del mercato il consiglio che diamo ai clienti di Comunicare Social Media è quello di usare le keyword long tail per fare lead generation in quanto trovare una nicchia di mercato è essenziale per avere successo online. Tanti sono i sistemi sbagliati adottati da aziende e imprenditori, ad esempio se si lavora nel settore dell’abbigliamento il fatto di volersi posizionare in chiave SEO per keyword generiche come “giacche da donna”.

Si tratta, infatti, di trovarsi ad affrontare una concorrenza davvero ampia e dover investire davvero molto denaro nell’attività di advertising: situazioni che portano, ad esempio, la piccola azienda a dover competere con player di settore come Amazon o Zalando e dover trovare budget a molti zeri. Quante delle persone che cercano genericamente “giacche da uomo” sono davvero intenzionate ad acquistare una giacca?

Quello che conta nell’attività di lead generation è proprio acquisire contatti qualificati, magari meglio 10 lead che comprano piuttosto che 100 contatti generici di persone non interessate. A questo punto il suggerimento è quello di usare le keyword long tail per fare lead generation, ovvero quelle keyword composte da 3  o più termini cercate meno, con volumi e competitività più basse ma capaci di attirare traffico qualificato sul sito web. Un traffico che costerà molto poco e che si potrà facilmente convertire all’acquisto o all’azione desiderata.

Chi cerca “giacche da uomo” magari non sa ancora nemmeno che tipo di giacca vuole e visita diversi siti per farsi un’idea, ma se il mio punto di forza è una giacca di pelle nera da uomo allora potrò usare questa come keyword su cui lavorare. Sicuramente avremo meno traffico e ricerche, ma maggiori possibilità di conversione.

Cosa accomuna le long tail keyword e la lead generation?

L’attività di lead generation mira a soddisfare un bisogno reale del visitatore e quindi puntare sulla ricerca di una giacca in pelle nera sarà sicuramente più efficace. Chi arriverà sulla nostra pagina web avrà bisogno proprio di quel prodotto, magari vuole acquistarne uno e sarà un contatto più facile da trasformare il cliente.

Ecco quindi come la lead generation e le keyword long tail lavorano per proporre al visitatore esattamente ciò che sta cercando, in quel preciso momento.

Il tutto con un unico obiettivo, aumentare le conversioni e quindi prima di avviare qualsiasi campagna su Google Adword va definito non solo il target specifico ovvero la Buyer Persona ideale ma anche il mercato di riferimento. Ogni attività di web marketing parte dall’analisi dettagliata dell’attività del cliente con punti di forza e debolezza per individuare la nicchia di mercato in cui proporsi anche con una strategia basata sulle long tail keyword e quindi meno impegnativa dal punto di vista economico.

Come si individuano le long tail keyword?

Trovare le keyword long tail per fare lead generation non è facile ma grazie ad alcuni tool questa attività è possibile per ogni imprenditore. Vediamo quali sono accanto all’intramontabile Google AdWords Keyword Planner.

  1. SOOVLE: uno strumento utile per scoprire cosa cercano le persone su Google, basandosi sull’analisi delle stringhe di ricerca dei motori ma anche di piattaforme come Wikipedia o Amazon. Conoscere cosa le persone cercano su questi siti è un valido aiuto per preparare la propria lista di keyword long tail.
  2. UBERSUGGEST: il tool restituisce una lista di keyword ordinate alfabeticamente a partire da una singola parola, generando in modo automatico l’elenco delle correlate. Un ottimo strumento per realizzare una content strategy efficace e scoprire spunti a cui non avremmo mai pensato.
  3. LONG TAIL PRO: con una piccola spesa e il collegamento ad un account Adwords è possibile analizzare la concorrenza, mostrando oltre alle long tail keyword anche il posizionamento dei siti dei competitor per ottimizzare la propria strategia SEO. Tante funzioni sicuramente utilissime per il piano di Inbound Marketing a partire da 25$ al mese.

L’errore comune in Adwords: tante visite e poche conversioni

Organizzare un ottimo piano di keyword permette di intercettare le intenzioni di ricerca degli utenti ma l’errore più comune resta quello di sbagliare le keyword inserire nell’annuncio con due conseguente:

  • Ottenere meno vendite e conversione
  • Pagare inutilmente un alto numero di click

Il problema principale dei nostri clienti è che a fronte di un’alta spesa in SEO e campagne Adwords ottengono un basso ritorno in termini di vendite e fatturato e la causa è data dal basarsi più sul volume di ricerca delle keyword utilizzate che sul search intent del visitatore. Ogni keyword va quindi riclassificata scrivendo poi annunci perfettamente efficaci e corrispondenti: otterremo sicuramente poche visite ma molte più conversioni.

Nel nostro lavoro siamo soliti considerare le parole chiave commerciali analizzando la propensione all’acquisto di chi effettua la ricerca, dato che ci sono accanto agli utenti con la carta di credito tra le mani (alta propensione all’acquisto), anche molti indecisi (bassa propensione all’acquisto). Chi clicca sull’annuncio perché corrisponde al suo search intent è più propenso all’acquisto e per utenti simili vanno utilizzate keyword come acquisto, sconto, promozione. Il risultato?

L’azienda otterrà rapidamente più visite in target, pagherà meno click ottenendo più conversioni e migliorando il ROI. Un risultato facile da ottenere se si scrivono un title e una description perfetti, tali da far cliccare solo chi vuole realmente acquistare ed eliminando spontaneamente tutti coloro che vogliono solo informarsi e possono accedere al sito aziendale dai risultati organici.

Usare keyword che non corrispondono ai volumi ma al search intent permette di intercettare chi vuole comprare, evidenziando solo il contenuto commerciale della  pagina web e ricevendo pochi click selezionati con la conseguente riduzione della spesa in pubblicità.

Nel realizzare campagne su web cercheremo quindi di suddividere le keyword long tail  in:

  • Keyword dedicate a chi ha un’alta propensione all’acquisto
  • Keyword dedicate a chi ha una bassa propensione all’acquisto

In questo secondo caso utilizzeremo keyword informazionali che aumenteranno il numero di click sul sito ma non le conversioni in quanto l’utente andrà coinvolto in un funnel di marketing che lo accompagnerà dalla conoscenza del prodotto e servizio all’acquisto finale.

Se sei interessato a ottenere maggiori risultati con investimenti minori online, contattami per informazioni.

 

 

 

 

 

 

Monitoraggio SEO del sito web: i controlli che non possono mancare

Chiunque si occupi di SEO non può trascurare alcuni controlli, che vengono dopo l’analisi di partenza e la ricerca delle keyword ma che vanno fatti per capire come posizionarsi sui motori di ricerca. L’obiettivo è quello di migliorare costantemente il sito web, ma purtroppo non basta realizzare i migliori contenuti possibili. Tutto nel tuo sito deve essere curato in ogni dettaglio e ogni pagina deve essere visibile senza intoppi. Certamente un bravo webmaster eviterà l’insorgere di problemi, ma per non vanificare il lavoro di content marketing vanno eseguiti alcuni controlli SEO. Continua a leggere