Algoritmo Instagram: come funziona e i miti da sfatare

Come funziona e cosa è l’algoritmo Instagram? Cominciamo col dire che oggi Instagram conta oggi un miliardo di utenti attivi al mese ed è uno dei social preferiti dagli influencer, per la sua possibilità di offrire grandi opportunità a ogni brand, piccolo o grande. Questo a patto di conoscere l’algoritmo, che non lavora più sulla base del criterio cronologico. Oggi ottenere visibilità con le immagini è sempre più complesso, dato lo sviluppo di complicati sistemi basati sul machine learning e l’AI che rendono Instagram sempre più simile a Facebook.

Non basta più selezionare il miglior timing e gli hashtag giusti, vediamo allora come funziona oggi l’algoritmo Instagram.

Cosa è l’algoritmo Instagram?

Con algoritmo di Instagram si intende il meccanismo di visualizzazione dei post degli utenti alla base dell’architettura del feed e si tratta di un elemento che viene aggiornato periodicamente dagli sviluppatori. Come si può vedere e come sanno bene i social media manager, al di là degli aggiornamenti ufficiali l’algoritmo di Instagram cambia continuamente ogni volta che riceve nuovi dati dal processo di machine learning.

Basta aprire il feed per vedere come l’ordine dei post non è sempre lo stesso, ma cambia in relazione al comportamento dell’utente, al tempo trascorso sulla piattaforma e ai contenuti visualizzati, oltre che alle ricerche effettuate e ai messaggi privati. Più Instagram pensa che un contenuto possa piacere agli utenti e più lo mostra per primo nel feed. I fattori che determinano il funzionamento dell’algoritmo Instagram sono, infatti:

  • relazioni dell’utente;
  • interesse espresso;
  • attualità dei contenuti;
  • frequenza dei login;
  • numero di account seguiti.

Appare, quindi, evidente come l’algoritmo dia la priorità ai contenuti degli account con cui l’utente interagisce di più o che rappresentano gli interessi espressi. Chi segue molti account, inoltre, vede meno contenuti nella parte superiore del feed, mentre chi accede spesso vedrà i contenuti più frequenti. Senza dimenticare l’importanza del fattore timing che, anche se il feed non è più in ordine cronologico, mantiene la sua importanza per il funzionamento dell’algoritmo.

I contenuti freschi avranno, quindi, rilevanza maggiore rispetto ai contenuti datati e un posizionamento più favorevole nel feed.

Algoritmo di Instagram e miti da sfatare

La tipologia di account favorisce il posizionamento nel feed? Instagram favorisce i video rispetto alle foto? Sono tante le domande a cui il social media risponde direttamente sul profilo @creators, allo scopo di sfatare le bufale e i falsi miti che accompagnano l’algoritmo,

In particolare, per entrambe le domande la risposta è no e anche l’architettura del feed cambia continuamente, dato che è personalizzata per ogni singolo utente. Sarà pertanto l’utente, ad esempio guardando i video, a segnalare la sua preferenza per questo tipo di contenuto.

Infine, per quanto riguarda le interazioni fake, la piattaforma conferma come bot e tecniche di black hat marketing siano penalizzate e il vantaggio offerto solo temporaneo.

Come vedi, parlare dell’algoritmo di Instagram significa affrontare un tema complesso, ma ricco di stimoli per chiunque lavori nel campo del social media marketing.

 

 

6 consigli per far crescere la tua PMI con i social media

Durante l’emergenza COVID-19 il compito della maggior parte delle aziende è stato quello di mantenere la relazione con i clienti attraverso i social media, anche se molte hanno approfittato dell’occasione per trovare nuovi strumenti per far crescere la loro visibilità sui social e aumentare le opportunità di business.

Questo ha generato una maggiore competitività e aumentato notevolmente il numero dei player del settore, come fare allora ad essere attrattivi e a far crescere la PMI o piccola azienda con i social media? Vediamo sei consigli utili.

Come usare i social media se sei una PMI

  1. Fare content curation: creare contenuti sempre nuovi può essere complesso, soprattutto per la piccola azienda e per chi ha budget, risorse e tempo limitati. Per questo il consiglio è usare tool come Pocket, Flipboard e Feedly per fare content curation.
  2. Puntare sul visual: il 72% dei consumatori preferisce i video ai manuali quando si tratta di decidere se acquistare un prodotto. In questo caso i tool che puoi utilizzare sono Adobe Premiere Pro, Filmora e Vimeo Create.
  1. Coinvolgere i clienti: gli user generated content piacciono a tutti così come i quiz e i sondaggi sui social media.
  2. Pubblicare post in automatico: se vuoi creare e pubblicare topical post in automatico puoi usare tool come Salesforce.
  3. Usare gli hashtag corretti: chi sa selezionare gli hashtag corretti aumenta la probabilità che il post venga trovato online. Ricordati di individuare hashtag importanti per il tuo settore di business, per la tua azienda e per i tuoi clienti.
  1. Monitorare la concorrenza: il tool migliore per monitorare la concorrenza è senza dubbio BuzzSumo, che ti aiuterà a evitare errori, vedere quali sono le strategie più efficaci e analizzare il sentiment dei clienti.

In poche parole, gestire i social media è un lavoro a tempo pieno e, se credi di non avere le risorse per farlo “in casa” forse è il caso di considerare il coinvolgimento di un social media manager o consulente esterno.

Contattami per saperne di più, ti aiuterò a far crescere la tua azienda su Facebook, Instagram & CO.

 

 

 

2021: 4 trend social per il prossimo anno

Il consumatore è cambiato e da tempo gli acquisti impulsivi online, complice anche la crisi portata dalla pandemia, hanno lasciato il posto a scelte ragionate. Il consumatore cerca oggi sui social media informazioni di valore, ma soprattutto esperienze di acquisto memorabili e di conseguenza sono cambiate anche le strategie di marketing. Proprio il social media marketing rappresenta il settore più mutevole e 4 sono i trend social che caratterizzeranno il 2021.

1. Marketing conversazionale

I brand durante la pandemia hanno dovuto imparare a connettersi con i consumatori, creando interazioni di valore e puntando maggiormente sulla conversazione. Parlare, commentare e condividere sono le caratteristiche del legame tra brand e cliente e l’interazione sui social media anche grazie alle app di messaggistica istantanea è fondamentale per fidelizzare i clienti.

2. Il ritorno della “nostalgia”

In tempi di crisi le persone si concentrano sui ricordi felici per distrarsi e sentirsi meglio e la nostalgia, i “good old days” sono un trend che caratterizzerà le bacheche social di tutti i brand.

3. Marketing più attento al sociale

I consumatori di oggi sono più attenti alle tematiche sociali rispetto alle generazioni precedenti e nel 2020. Nel 2020 sono emersi i temi del surriscaldamento globale, del razzismo e i problemi legati all’educazione, al bullismo, alla salute mentale e al comportamento alimentare. I brand, anche nel 2021, dovranno adattarsi ai mutamenti sociologici in atto, dato che le tematiche sociali sono molto sentite dalla Gen Z a patto da non sembrare forzate.

4. Social gaming

La pandemia da COVID-19 ha rivoluzionato le abitudini di vita dei consumatori portando le persone a trascorrere molto tempo in casa. Per questo sono stati molto apprezzati i videogiochi e in particolare il social gaming, pensato per coinvolgere da due a più persone. Proprio il social gaming è un modo per trovare un senso di comunità e socializzare, dato che gli utenti non possono interagire nel mondo reale e questo trend sarà protagonista anche del 2021, soprattutto sui social media.

E tu, cosa pensi porterà questo 2021 nel mondo del social media marketing? Raccontalo nei commenti!

Linkedin Live: i video in diretta arrivano su Linkedin

Anche se sono ancora in fase beta, su Linkedin stanno prendendo piede i Linkedin Live, ovvero i video in diretta, uno strumento business dalle grandi potenzialità nel social media marketing e che si può usare in diversi modi.

Per chi non lo sapesse, i video nativi su Linkedin sono apparsi solo nel 2017, mentre il servizio di streaming Linkedin Live è stato inaugurato nel 2019 ed è ora in fase di beta testing, sia negli USA quanto in Italia. Vediamo di cosa si tratta.

Linkedin Live: la forza del video in streaming arriva su Linkedin.

Cosa è Linkedin Live

Chi vuole usare Linkedin Live deve fare richiesta con un modulo presente sul sito ufficiale e solo pochi account riescono ad ottenere la nuova funzionalità: si tratta di profili molto attivi, che postano con costanza e hanno un seguito di almeno 10.000 follower.

Se la richiesta viene accettata si deve usare uno strumento integrato nella pagina Linkedin per realizzare dirette video, come Socialive e Switcher Studio il cui costo è a carico dell’utente.

Quali sono le caratteristiche del live streaming su Linkedin

Gli usi dei video live sono diversi, ma vediamo quali sono le linee guida relative alle caratteristiche tecniche.

Il consiglio di Linkedin è di non mandare live un video registrato prima, non mettere in evidenza i loghi dell’azienda e del partner e non superare la durata di 10-15 minuti. Dato il carattere del social media, anche la diretta deve contenere un contenuto professionale e non troppo promozionale.

L’invito del social media è a stimolare l’engagement della community durante e dopo la diretta e di curare ogni aspetto del video dalla pianificazione alla sponsorizzazione: ogni video live su Linkedin va inserito in una strategia digitale e in un piano editoriale.

Il live streaming su Linkedin è perfetto per dare vita ad eventi pubblici e privati o creare sessioni di domande e risposte sfruttando la chat o, ancora, celebrare un traguardo aziendale o presentare un nuovo prodotto.

Come vedi, Linkedin Live è lo strumento perfetto per comunicare anche su Linkedin usando la forza del video e coinvolgendo in modo più diretto e personale i propri follower.

Tu hai già fatto richiesta della nuova funzionalità? Come pensi di utilizzare Linkedin Live?

Cosa sono e come si scelgono gli hashtag

La piattaforma che ha reso popolare l’hashtag è sicuramente Twitter e proprio da Twitter UK arrivano i consigli alle aziende per la creazione di un hashtag efficace sulla base degli obiettivi di marketing da raggiungere. L’hashtag è una funzionalità semplice usata per segnalare le keyword del post e preceduta dal simbolo #, che trasforma la parola in un link attivo.

Lo voglio ribadire: la principale funzione dell’hashtag è categorizzare i post per facilitare la ricerca agli utenti che lo richiamano sul motore di ricerca di Twitter. Ecco, allora, come il compito degli hashtag sia quello di aggregare i tweet sullo stesso tema creando una continuità tematica nel grande flusso di informazioni che caratterizzano Twitter.

Gli hashtag più famosi e diffusi sono sicuramente quelli dei grandi brand, che li usano nelle campagne di marketing online come strumento di comunicazione one-to-many.

Consigli per la creazione di un hashtag efficace

Come per la maggior parte delle attività di marketing, per creare un hashtag è opportuno porsi alcune domande fondamentali:

  • perché si usa un hashtag?
  • si tratta di un hashtag facilmente memorizzabile?
  • si tratta di un hashtag già in uso nelle conversazioni su Twitter?

Sulla base delle risposte si avranno le prime considerazioni operative e strategiche per garantire che l’hashtag possa dare davvero un contributo utile alla conversazione e portare a un valore aggiunto. L’ideale è utilizzare sempre gli stessi hashtag per tutti i post, per dare un’impronta unica alle conversazioni.

Con un buon hashtag, Twitter vi aiuterà ad amplificare il messaggio, raggiungere un pubblico decisamente più ampio e migliorare la visibilità.

In breve: consigli sull’uso degli hashtag

In conclusione, gli hashtag si usano principalmente per due scopi:

  • tracciare e seguire un argomento/evento;
  • incrementare la visibilità di un post, posizionandolo tra le tendenze di Twitter, dato che l’hashtag può essere trovato anche da chi non è un follower.

Attenzione però a non usare troppi hashtag e mettere il # su troppe parole nel messaggio per non creare confusione e rendere difficile la lettura. Infine, la vita di un hashtag è generalmente molto breve e va da qualche ora a qualche giorno. Solo a volte gli hashtag creano comunità stabili come #mondiali, #terremoto o hashtag locali come #Roma, #scuola o #stadio.