6 consigli di Facebook Marketing per aumentare l’engagement

Oggi la pagina Facebook aziendale è uno strumento chiave per lavorare sui social media e per questo voglio dare  a tutti voi 6 consigli di Facebook Marketing per aumentare l’engagement. Solo una adeguata attività di realizzazione di contenuti propri e condivisione dei contenuti altrui permette di migliorare le interazioni sulla pagina e avviare conversazioni di valore con i fan, trasformandoli in possibili clienti. Vediamo come fare.

Alcuni consigli per aumentare l’engagement su Facebook

  1. Essere tempestivi

Non vanno sottovalutati i tempi di pubblicazione che dipendono non solo dall’argomento del post ma anche dal pubblico che si vuole raggiungere. Scoprire gli orari migliori richiede lunghi test ma è uno dei consigli di Facebook Marketing che troppo spesso non viene sufficientemente considerato dalle aziende.

Ad esempio,  studi recenti hanno dimostrato che il giovedì e il venerdì sono i giorni migliori per pubblicare mentre il tasso di engagement crolla anche del 3,5 % tra il lunedì e il mercoledì. Per quanto riguarda l’oratio la fascia dalle 13 alle 14 è quella con più condivisioni e interazioni, mentre alle 15 otterremo più click sui post. Naturalmente si tratta di ricerche generali che poi ogni azienda deve adattare alla sua tipologia di business, servizio o prodotto.

  1. Curare la grafica

Le foto inserite nei post di Facebook permettono di ottenere il 53% di Link in più e ben l’84% di click in più sul link inserito nel post. I mie personali consigli per quanto riguarda le immagini sono di:

  • Inserire foto di persone reali focalizzate sul volto
  • Usare immagini ambientate o di situazioni piuttosto che di prodotto
  • Accompagnare ogni immagine con un breve testo
  • Utilizzare le gallerie
  • Usare immagini in grado di evocare emozioni e ricordi nei fan
  1. Usare il Crowdsourcing

Si tratta di una tecnica che agisce da catalizzatore sui social media e genera conversazioni per la condivisione di contenuti, idee e opinioni a partire da una notizia di interesse comune. Inoltre permette ai fan di sentirsi parte attiva di un progetto portando a importanti benefici per la visibilità dello stesso. Magari potete chiedere a chi vi segue sulla pagina Facebook aziendale:

  • Testimonianze
  • Commenti su argomenti di attualità
  • Invio di materiale fotografico sul prodotto
  1. Investire in pubblicità

Un altro consiglio di Facebook Marketing è investire in pubblicità sponsorizzando alcuni post per raggiungere un determinato pubblico precedentemente individuato. Potremo così promuovere il prodotto e servizio e incentivare le visite sulla pagina dedicata del sito web ma anche far sapere al potenziale cliente che abbiamo la soluzione per risolvere il suo problema o rispondere a un suo bisogno.

  1. Analizzare i dati sul pubblico

Ogni cosa che è collegata alla pagina Facebook genera importanti dati da analizzare che permettono di scoprire quali sono i contenuti più coinvolgenti, ma anche quale è il comportamento degli utenti grazie agli Insight forniti dalla stessa piattaforma Facebook. Si tratta di dati che, se analizzati costantemente, permettono di aiutare la realizzazione del piano editoriale della pagina.

A chi volesse ottenere informazioni ancora più approfondire consiglio di utilizzare FanPage Karma, strumento eccellente per monitorare e analizzare anche le pagine Facebook dei competitor.

  1. Offrire contenuti di valore

Continuerò a ripeterlo costantemente: una presenza efficace su Facebook non può prescindere dall’offerta di contenuti di valore evitando post auto promozionali e magari non responsive. Il fan su Facebook cerca la risposta a una domanda o a un bisogno, cerca emozione e solo un buon contenuto può offrire tutto questo.

Alle aziende consiglio di condividere tutorial e competenze ma anche brevi consulenze o consigli pratici, il tutto per aumentare le possibilità di coinvolgere le persone e creare engagement sulla pagina Facebook aziendale.

Guarda anche l’infografica presente qui.

Perché l’engagement su Facebook è fondamentale

Investire sui social network è una parte essenziale di ogni strategia di digital marketing, ma purtroppo non è sufficiente aprire la pagina Facebook e pagare in sponsorizzazioni per avere successo nel lungo periodo.

Essere presenti è solo il primo passo, poi si tratta di proporsi nel modo giusto per aumentare davvero il fatturato aziendale e puoi sapere se stai lavorando bene  analizzando il social media engagement, la spia che ti informa sulla tua reputazione online.

Se è alto significa che sai come parlare ai tuoi consumatori, creando coinvolgimento emotivo verso il brand e facendoti amare dai clienti per chi sei e cosa fai. La conseguenza è una maggiore attenzione dei fan verso le tue attività, prodotti e servizi che saranno percepiti anche come maggiormente affidabili.

Ecco quindi perché fare engagement su Facebook è un consiglio di Facebook Marketing che porta a ottenere visibilità prima e aumento delle vendite poi, grazie alla creazione di una relazione di fiducia con i fan. Cosa ne pensi?

Vuoi aumentare il tasso di coinvolgimento sui tuoi canali social? Contattami per informazioni !

 

 

Usare le keyword long tail per fare lead generation

Oggi data l’elevata competitività del mercato il consiglio che diamo ai clienti di Comunicare Social Media è quello di usare le keyword long tail per fare lead generation in quanto trovare una nicchia di mercato è essenziale per avere successo online. Tanti sono i sistemi sbagliati adottati da aziende e imprenditori, ad esempio se si lavora nel settore dell’abbigliamento il fatto di volersi posizionare in chiave SEO per keyword generiche come “giacche da donna”.

Si tratta, infatti, di trovarsi ad affrontare una concorrenza davvero ampia e dover investire davvero molto denaro nell’attività di advertising: situazioni che portano, ad esempio, la piccola azienda a dover competere con player di settore come Amazon o Zalando e dover trovare budget a molti zeri. Quante delle persone che cercano genericamente “giacche da uomo” sono davvero intenzionate ad acquistare una giacca?

Quello che conta nell’attività di lead generation è proprio acquisire contatti qualificati, magari meglio 10 lead che comprano piuttosto che 100 contatti generici di persone non interessate. A questo punto il suggerimento è quello di usare le keyword long tail per fare lead generation, ovvero quelle keyword composte da 3  o più termini cercate meno, con volumi e competitività più basse ma capaci di attirare traffico qualificato sul sito web. Un traffico che costerà molto poco e che si potrà facilmente convertire all’acquisto o all’azione desiderata.

Chi cerca “giacche da uomo” magari non sa ancora nemmeno che tipo di giacca vuole e visita diversi siti per farsi un’idea, ma se il mio punto di forza è una giacca di pelle nera da uomo allora potrò usare questa come keyword su cui lavorare. Sicuramente avremo meno traffico e ricerche, ma maggiori possibilità di conversione.

Cosa accomuna le long tail keyword e la lead generation?

L’attività di lead generation mira a soddisfare un bisogno reale del visitatore e quindi puntare sulla ricerca di una giacca in pelle nera sarà sicuramente più efficace. Chi arriverà sulla nostra pagina web avrà bisogno proprio di quel prodotto, magari vuole acquistarne uno e sarà un contatto più facile da trasformare il cliente.

Ecco quindi come la lead generation e le keyword long tail lavorano per proporre al visitatore esattamente ciò che sta cercando, in quel preciso momento.

Il tutto con un unico obiettivo, aumentare le conversioni e quindi prima di avviare qualsiasi campagna su Google Adword va definito non solo il target specifico ovvero la Buyer Persona ideale ma anche il mercato di riferimento. Ogni attività di web marketing parte dall’analisi dettagliata dell’attività del cliente con punti di forza e debolezza per individuare la nicchia di mercato in cui proporsi anche con una strategia basata sulle long tail keyword e quindi meno impegnativa dal punto di vista economico.

Come si individuano le long tail keyword?

Trovare le keyword long tail per fare lead generation non è facile ma grazie ad alcuni tool questa attività è possibile per ogni imprenditore. Vediamo quali sono accanto all’intramontabile Google AdWords Keyword Planner.

  1. SOOVLE: uno strumento utile per scoprire cosa cercano le persone su Google, basandosi sull’analisi delle stringhe di ricerca dei motori ma anche di piattaforme come Wikipedia o Amazon. Conoscere cosa le persone cercano su questi siti è un valido aiuto per preparare la propria lista di keyword long tail.
  2. UBERSUGGEST: il tool restituisce una lista di keyword ordinate alfabeticamente a partire da una singola parola, generando in modo automatico l’elenco delle correlate. Un ottimo strumento per realizzare una content strategy efficace e scoprire spunti a cui non avremmo mai pensato.
  3. LONG TAIL PRO: con una piccola spesa e il collegamento ad un account Adwords è possibile analizzare la concorrenza, mostrando oltre alle long tail keyword anche il posizionamento dei siti dei competitor per ottimizzare la propria strategia SEO. Tante funzioni sicuramente utilissime per il piano di Inbound Marketing a partire da 25$ al mese.

L’errore comune in Adwords: tante visite e poche conversioni

Organizzare un ottimo piano di keyword permette di intercettare le intenzioni di ricerca degli utenti ma l’errore più comune resta quello di sbagliare le keyword inserire nell’annuncio con due conseguente:

  • Ottenere meno vendite e conversione
  • Pagare inutilmente un alto numero di click

Il problema principale dei nostri clienti è che a fronte di un’alta spesa in SEO e campagne Adwords ottengono un basso ritorno in termini di vendite e fatturato e la causa è data dal basarsi più sul volume di ricerca delle keyword utilizzate che sul search intent del visitatore. Ogni keyword va quindi riclassificata scrivendo poi annunci perfettamente efficaci e corrispondenti: otterremo sicuramente poche visite ma molte più conversioni.

Nel nostro lavoro siamo soliti considerare le parole chiave commerciali analizzando la propensione all’acquisto di chi effettua la ricerca, dato che ci sono accanto agli utenti con la carta di credito tra le mani (alta propensione all’acquisto), anche molti indecisi (bassa propensione all’acquisto). Chi clicca sull’annuncio perché corrisponde al suo search intent è più propenso all’acquisto e per utenti simili vanno utilizzate keyword come acquisto, sconto, promozione. Il risultato?

L’azienda otterrà rapidamente più visite in target, pagherà meno click ottenendo più conversioni e migliorando il ROI. Un risultato facile da ottenere se si scrivono un title e una description perfetti, tali da far cliccare solo chi vuole realmente acquistare ed eliminando spontaneamente tutti coloro che vogliono solo informarsi e possono accedere al sito aziendale dai risultati organici.

Usare keyword che non corrispondono ai volumi ma al search intent permette di intercettare chi vuole comprare, evidenziando solo il contenuto commerciale della  pagina web e ricevendo pochi click selezionati con la conseguente riduzione della spesa in pubblicità.

Nel realizzare campagne su web cercheremo quindi di suddividere le keyword long tail  in:

  • Keyword dedicate a chi ha un’alta propensione all’acquisto
  • Keyword dedicate a chi ha una bassa propensione all’acquisto

In questo secondo caso utilizzeremo keyword informazionali che aumenteranno il numero di click sul sito ma non le conversioni in quanto l’utente andrà coinvolto in un funnel di marketing che lo accompagnerà dalla conoscenza del prodotto e servizio all’acquisto finale.

Se sei interessato a ottenere maggiori risultati con investimenti minori online, contattami per informazioni.

 

 

 

 

 

 

Monitoraggio SEO del sito web: i controlli che non possono mancare

Chiunque si occupi di SEO non può trascurare alcuni controlli, che vengono dopo l’analisi di partenza e la ricerca delle keyword ma che vanno fatti per capire come posizionarsi sui motori di ricerca. L’obiettivo è quello di migliorare costantemente il sito web, ma purtroppo non basta realizzare i migliori contenuti possibili. Tutto nel tuo sito deve essere curato in ogni dettaglio e ogni pagina deve essere visibile senza intoppi. Certamente un bravo webmaster eviterà l’insorgere di problemi, ma per non vanificare il lavoro di content marketing vanno eseguiti alcuni controlli SEO. Continua a leggere

Facebook Chatbot: perché utilizzarli in azienda

Sempre più consumatori utilizzano Facebook Messenger per entrare in contatto con le aziende e fare domande, dare la loro opinione o esporre reclami. Ecco quindi come fare brand awareness grazie a questo strumento sia oggi un’opportunità sorprendente, anche se gestire manualmente centinaia di messaggi può essere difficile e noioso. Una buona notizia: da aprile 2016 Facebook ha aperto la famosa piattaforma di messaggistica ai chatbot di terze parti, permettendo alle aziende di utilizzare l’intelligenza artificiale a loro vantaggio. Qualche numero? Continua a leggere

Aumentare il traffico per aumentare le conversioni: ecco come fare

Se le visite al sito web aziendale aumentano ecco che aumentano anche le conversioni e i motori di ricerca danno più visibilità ai tuoi contenuti nella SERP. Quando hai avviato l’attività di content marketing sul tuo blog ti aspettavi una crescita rapida di visite e engagement,  ti impegni a scrivere spesso ma i tuoi contenuti non sono mai nella prima pagina di Google. Il motivo? Te lo spiego in questo articolo.

Sappi però che aumentare il traffico verso il blog non significa necessariamente aumentare conversioni e fatturato se tale traffico non è pertinente. L’obiettivo di chi fa content marketing è quello di attrarre le buyer personas conquistando la loro fiducia e trasformando il visitatore da lettore a cliente soddisfatto.

  1. Argomenti da trattare e formato dei contenuti

Se quello di cui scrivi non interessa alle persone non riuscirai mai a aumentare le visite al blog e questo non dipende solo dalla qualità del contenuto ma anche dagli argomenti e dalle keyword individuate per la redazione del piano editoriale. Potresti cominciare a guardare i blog dei competitor o usare alcuni tool per vedere cosa è di tendenza su motori di ricerca e social media. Ad esempio Google Trends, BuzzSumo, Answer The Public e molti altri…

Apprenderai anche quali sono le parole usate dalle persone per trovare contenuti online e riuscirai a far coincidere argomenti e pubblico desiderato, facendo conoscere il tuo blog. Oltre a questo devi capire qual è il formato preferito dal tuo pubblico, video, infografiche, testi o immagini.  I tool che ti aiutano in questo caso sono  Canva, Stencil , Infogram.

Lunghezza dei contenuti

La lunghezza del contenuto dipende dalla buyer persona a cui parli e a volte un contenuto di oltre 2000 parole può essere veramente completo e ti permette di fare SEO on-page in modo efficace. Certo anche i testi brevi di 500 parole in alcuni casi vanno molto bene, ma l’ideale è dare alla strategia di content marketing la struttura a silos con lunghi contenuti a cui fanno corredo contenuti più specifici. Anche in questo caso si tratta di sperimentare quali sono più efficaci per aumentare le visite al sito.

Scelta delle immagini e uso di liste e infografiche

Inserire sempre una bella immagine arricchisce il testo e facilita la condivisione sui social network, migliorando anche l’esperienza di lettura. Inoltre molte persone amano condividere liste e infografiche che spiegano come fare le cose.

  1. Più visite con title e meta description ottimizzati

Nel titolo del contenuto fai una promessa al lettore e per questo è fondamentale ottimizzare il tag title e la meta description per i motori di ricerca. Nello scrivere il testo crea poi un’introduzione per trattenere il lettore portandolo al cuore del tuo contenuto e poi a cliccare sul link per eseguire l’azione desiderata.

  1. Utilizzare i vecchi post del blog

Anche i contenuti pubblicati anni o mesi orsono possono aiutarti ad aumentare le visite al sito. Il consiglio è rimaneggiarli, approfondirli, corredarli con infografiche o trasformali in piccoli video per Facebook. Ecco un tool che puoi utilizzare:

Lumen5: permette di trasformare il post in un video grazie al software apposito che creerà lo storyboard.

Nel piano editoriale della tua azienda prevedi la ricondivisione dei vecchi articoli, per raggiungere un pubblico sempre nuovo, magari grazie a tool come Postpickr che permette di creare anche rubriche programmabili per pubblicare facilmente su Facebook, Instagram, Twitter, Telegram, ecc.

Accanto alla pubblicazione di vecchi contenuti non dimenticarti di seguire i trend e fare content curation, magari salvando i link in  Pocket per avere sempre nuove idee per il tuo blog.

Fare content marketing è un’attività che può portare davvero molti benefici al tuo business ma va organizzata in ogni dettaglio e pianificata per integrarsi con le altre strategie di marketing aziendale. E tu hai un blog e vuoi farlo decollare? Vuoi aumentare le vendite grazie al blog? Raccontamelo nei commenti!