Come i contenuti permettono all’azienda di risparmiare

Sicuramente vi è stato detto che il contenuto di qualità permette di migliorare l’attività SEO, è la chiave per una campagna di web marketing di successo e molto altro. Forse però non sapete ancora che può far risparmiare denaro alla tua azienda.

Il servizio clienti è, infatti, una attività costosa per la maggior parte delle aziende ma il contenuto può aiutare a offrire una risposta online alle domande più frequenti, tagliando i costi aziendali. Generalmente le persone prima di contattare il servizio clienti cercano su Google la risposta alla loro domanda e risolvere tale esigenza è il segreto per risparmiare attraverso il content marketing. Naturalmente il contenuto deve essere utile e ben fatto per dare una risposta completa proprio come farebbe l’operatore umano. Vediamo come fare.

Creare contenuti che supportano il servizio clienti

  1. Individuare le domande frequenti

La prima cosa da fare è preparare la lista delle domande più frequenti che le persone fanno, magari guardando le keyword più cercate sul sito web utilizzando tool come Google Analytics che permette anche di analizzare il comportamento online dell’utente.

Una volta creato l’apposito report il mio consiglio è filtrare le domande al fatto che si riferiscano a prodotto, luogo, tempo, come fare qualcosa o altro. Naturalmente i dati devono riferirsi almeno all’ultimo anno.

  1. Individuare le domande su altri siti

Ancora più spesso gli utenti si informano sull’azienda, i prodotti e i servizi su altri siti e forum, ad esempio Quora. Per chi si occupa di servizio clienti è importante individuare anche queste domande attraverso tool specifici:

  • Google Search Console: sicuramente l’avrai impostato per il tuo sito e nella sezione Traffico-> Analytics vedrai la lista di queries cercate per poi cliccare su Performance nella nuova versione appena rilasciata da Google.
  • Answerthepublic: potrai cercare con questo tool i termini e le domande correlate alla tua azienda, prodotto e servizio che le persone fanno online
  • BuzzSumo: il tool ha recentemente aggiunto la funzione Question Analyzer
  • Chiedere a chi si occupa di customer service in azienda e utilizzare le domande più frequenti per creare contenuti ad hoc
  1. Analizzare le risposte presenti online

Una volta creata la lista delle domande si può procedere alla ricerca online di quelle che hanno già una risposta, creata dall’azienda o dai suoi fan, verificare se quanto presente su Google è utile ma soprattutto se è corretto. Se la domanda non ha ancora risposta online l’azienda può procedere in due modi:

  • Creare branded content per rispondere alla domanda
  • Riproporre un contenuto già esistente

Qualora si decidesse di creare un nuovo contenuto deve essere amplio e comprendere magari le FAQ che rispondono alle domande più frequenti, dando la priorità alle domande che più vengono fatte.

  1. Monitoraggio

Una volta pubblicato o adattato il contenuto è importante essere sicuri che è rilevante per rispondere alla query e che Google lo riconosca come unico, rilevante e pertinente. Si deve anche chiedere a chi fa customer service se ha notato un calo della domanda  e delle richieste di informazioni su quel tema.

Alcune attività aggiuntive

Oltre a questo per rispondere meglio al cliente si può pensare di aggiungere uno chatbot al sito, che sappia rispondere alle FAQ per risparmiare tempo e risorse da investire in addetti al customer service, ridicendo di conseguenza i costi e offrendo al contempo un’esperienza migliore al cliente.

 

Aumentare il traffico per aumentare le conversioni: ecco come fare

Se le visite al sito web aziendale aumentano ecco che aumentano anche le conversioni e i motori di ricerca danno più visibilità ai tuoi contenuti nella SERP. Quando hai avviato l’attività di content marketing sul tuo blog ti aspettavi una crescita rapida di visite e engagement,  ti impegni a scrivere spesso ma i tuoi contenuti non sono mai nella prima pagina di Google. Il motivo? Te lo spiego in questo articolo.

Sappi però che aumentare il traffico verso il blog non significa necessariamente aumentare conversioni e fatturato se tale traffico non è pertinente. L’obiettivo di chi fa content marketing è quello di attrarre le buyer personas conquistando la loro fiducia e trasformando il visitatore da lettore a cliente soddisfatto.

  1. Argomenti da trattare e formato dei contenuti

Se quello di cui scrivi non interessa alle persone non riuscirai mai a aumentare le visite al blog e questo non dipende solo dalla qualità del contenuto ma anche dagli argomenti e dalle keyword individuate per la redazione del piano editoriale. Potresti cominciare a guardare i blog dei competitor o usare alcuni tool per vedere cosa è di tendenza su motori di ricerca e social media. Ad esempio Google Trends, BuzzSumo, Answer The Public e molti altri…

Apprenderai anche quali sono le parole usate dalle persone per trovare contenuti online e riuscirai a far coincidere argomenti e pubblico desiderato, facendo conoscere il tuo blog. Oltre a questo devi capire qual è il formato preferito dal tuo pubblico, video, infografiche, testi o immagini.  I tool che ti aiutano in questo caso sono  Canva, Stencil , Infogram.

Lunghezza dei contenuti

La lunghezza del contenuto dipende dalla buyer persona a cui parli e a volte un contenuto di oltre 2000 parole può essere veramente completo e ti permette di fare SEO on-page in modo efficace. Certo anche i testi brevi di 500 parole in alcuni casi vanno molto bene, ma l’ideale è dare alla strategia di content marketing la struttura a silos con lunghi contenuti a cui fanno corredo contenuti più specifici. Anche in questo caso si tratta di sperimentare quali sono più efficaci per aumentare le visite al sito.

Scelta delle immagini e uso di liste e infografiche

Inserire sempre una bella immagine arricchisce il testo e facilita la condivisione sui social network, migliorando anche l’esperienza di lettura. Inoltre molte persone amano condividere liste e infografiche che spiegano come fare le cose.

  1. Più visite con title e meta description ottimizzati

Nel titolo del contenuto fai una promessa al lettore e per questo è fondamentale ottimizzare il tag title e la meta description per i motori di ricerca. Nello scrivere il testo crea poi un’introduzione per trattenere il lettore portandolo al cuore del tuo contenuto e poi a cliccare sul link per eseguire l’azione desiderata.

SEOZoom

  1. Utilizzare i vecchi post del blog

Anche i contenuti pubblicati anni o mesi orsono possono aiutarti ad aumentare le visite al sito. Il consiglio è rimaneggiarli, approfondirli, corredarli con infografiche o trasformali in piccoli video per Facebook. Ecco un tool che puoi utilizzare:

Lumen5: permette di trasformare il post in un video grazie al software apposito che creerà lo storyboard.

Nel piano editoriale della tua azienda prevedi la ricondivisione dei vecchi articoli, per raggiungere un pubblico sempre nuovo, magari grazie a tool come Postpickr che permette di creare anche rubriche programmabili per pubblicare facilmente su Facebook, Instagram, Twitter, Telegram, ecc.

Accanto alla pubblicazione di vecchi contenuti non dimenticarti di seguire i trend e fare content curation, magari salvando i link in  Pocket per avere sempre nuove idee per il tuo blog.

Fare content marketing è un’attività che può portare davvero molti benefici al tuo business ma va organizzata in ogni dettaglio e pianificata per integrarsi con le altre strategie di marketing aziendale. E tu hai un blog e vuoi farlo decollare? Vuoi aumentare le vendite grazie al blog? Raccontamelo nei commenti!

 

Native Advertising e Content Marketing: le differenze

Native Advertising e Content Marketing: le differenze

Dato il gran numero di forme di pubblicità che il web offre è facile fare confusione, soprattutto se le differenze sono minime e poco chiare ed è per questo che in questo post tratteremo la differenza tra Native Advertising e Content Marketing e vedremo i formati che contraddistinguono tali forme di pubblicità. Continua a leggere