Newsletter: 3 consigli per ottenere il massimo

Inviare newsletter è ancora oggi una delle strategie più usate per ottenere nuovi lead, dato che garantisce risultati molto più di altre strategie di web marketing, a patto che questo strumento sia inserito in un piano strategico.

Tuttavia, creare, implementare e monitorare una newsletter richiede un grande lavoro e per il 68% delle aziende il tempo per realizzare anche una sola email è pari a una settimana. Questo non deve, però, portare a un diradamento dei tempi di invio, dato che la newsletter più efficace è quella inviata a cadenza settimanale in modo da coinvolgere le persone e i lettori, la cui iscrizione è stata conquistata con grande fatica. Ecco, allora, 3 consigli utili per ottenere davvero il massimo dalla tua newsletter.

  1. L’importanza di una pianificazione attenta e del controllo sulla casella di posta

Oggi ogni utente trascorre circa 6 ore al giorno a controllare la mail personale e di lavoro, anche se questo tempo aumenta nel caso degli esperti di marketing, e per questo l’invio va pianificato con grande attenzione.

Creare un contenuto efficiente significa non solo raggiungere gli utenti quando leggono la mail, ma anche lavorare con un software che ti permetta di avere il pieno controllo della casella di posta elettronica, anche e soprattutto con la programmazione degli invii.

  1. L’importanza di un calendario editoriale ben studiato

Organizzare gli invii sulla base di un chiaro calendario editoriale permetterà di tenere sotto controllo ogni dettaglio e si può lavorare in gruppo utilizzando i documenti di Google oppure, se il team è in remoto, con strumenti come Asana, Paymo o Trello.

Ricorda, la newsletter efficace è sempre originale e mai ripetitiva e solo con una visione d’insieme è possibile evitare di ripetersi.

  1. L’importanza di realizzare email accattivanti e brevi

Tutti noi oggi siamo molto impegnati e il tempo che dedichiamo alla lettura dell’oggetto della email è di pochi secondi, in cui decidiamo se valga la pena aprirla e leggerla. Il mio consiglio è quello di selezionare adeguatamente il tema da trattare e creare contenuti accattivanti, brevi e personalizzati.

Un’attenzione particolare va data all’oggetto della email e alla formattazione del testo, che deve essere suddiviso in brevi paragrafi e ottimizzato per agevolare anche la lettura da mobile.

Conclusioni

Raggiungere gli obiettivi di marketing è decisamente più facile se all’interno della strategia si include una newsletter, anche se il lavoro da fare è tanto. Per fortuna, grazie a tool come Mailchimp, è possibile automatizzare l’attività e migliorare la produttività fin dal primo invio, liberando tempo da dedicare ad altre attività di marketing.

3 modi per usare i video nella tua attività di email marketing

Usare il video nell’attività di email marketing permette di rafforzare la relazione che le persone hanno con il brand e proprio per questo rappresenta una strategia efficace. Approfondiamo il discorso in questo post.

Cosa è il video email marketing?

Parlare di video email marketing significa semplicemente includere il video nella propria email per aumentare il coinvolgimento e generare conversioni e questa strategia è utilizzata dall’80% delle aziende.

Il motivo? Usare il video significa toccare l’immaginazione del pubblico di riferimento. che assorbe più facilmente le informazioni visive rispetto al testo. Ecco perché con i video si può raccontare in modo veramente semplice anche l’argomento, il prodotto o il servizio più complessi. I video, inoltre, incrementano il CTR, soprattutto se raccontano il brand, ma esistono tre modi principali per utilizzare il video nell’attività di email marketing della tua azienda.

  1. Le email personalizzate

Immagina di inviare ai contatti una breve porzione di video e invitarli a seguire il resto sul tuo sito, inviando una email successiva di reminder se l’utente non compie l’azione desiderata. Il risultato? Secondo Marketo il CTR aumenta del 144% se le email contengono un video portando un maggior numero di click, ma soprattutto costruendo una relazione solida con i clienti e aumentando le visualizzazioni del video.

  1. Event marketing e uso dei video

Se la tua azienda organizza eventi interni o esterni è bene realizzare dei video da inviare agli iscritti per sollecitare una conversione post evento come l’iscrizione a un corso, il download di un libro o un acquisto. Un bel video, infatti, mostra come lavora il brand e costruisce interesse intorno all’azienda. Non solo: il video permette di dimostrare il successo dell’azienda e informare della sua realizzazione tutti gli addetti al settore.

  1. Includere il video nell’oggetto della email

Saper formattare bene l’email è estremamente importante per il successo di una strategia di email marketing e questo riguarda anche l’oggetto della mail, da personalizzare, ad esempio, con le emojis. Un altro segreto è inserire la parola video o l’emoji corrispondente per aumentare il tasso di apertura dell’email e fare un A/B test per verificare quale sia l’oggetto preferito dai tuoi lettori.

Infine, si può inserire il video all’inizio del testo della email o nella zona iniziale dato che l’utente è maggiormente invogliato a guardare piuttosto che leggere informazioni su un’azienda, un prodotto o un servizio.

Naturalmente i modi per utilizzare il video nella propria strategia di email marketing sono veramente tantissimi, tutti da sperimentare. E tu, quale preferisci? Scrivilo nei commenti!

I tre strumenti di Digital Marketing più usati

Oggi non essere presenti con la propria azienda, il proprio prodotto o il proprio servizio online significa non esistere. Vediamo in questo post quali sono i tre strumenti di digital marketing più utilizzati, quelli di cui non puoi proprio fare a meno e che devono essere sempre presenti nella strategia di Digital Marketing della tua azienda.

  1. SEO o Search Engine Optimization

Ogni sito web e ogni contenuto pubblicato deve essere ottimizzato per posizionarsi tra i primi risultati sui motori di ricerca, in modo da farsi trovare quando i clienti cercano il tuo prodotto o servizio e generare traffico di qualità sul proprio sito web. Ad oggi esistono diverse tecniche SEO che si possono applicare al sito web aziendale:

  • On Page SEO: si tratta dell’ottimizzazione dei contenuti sulla base di alcune parole chiave, individuate precedentemente sulla base del search intent e del volume di ricerca. Occuparsi di On Page SEO significa creare contenuti che rispondono alle domande dei visitatori e invitano a compiere l’azione desiderata;
  • Off Page SEO: sono tutte le attività che avvengono fuori dal sito Internet come acquisizione di link in entrata o backlink, attività di article marketing e comment marketing;
  • SEO tecnico: comprende tutto il lavoro che viene fatto sul codice del sito, dalla compressione e denominazione delle immagini ai file CSS, dalla costruzione degli URL alla definizione di Meta Title e Meta Description.

Come vedi sono davvero tanti i fattori che incidono sul posizionamento del sito sui motori di ricerca e che fanno parte dell’attività di Search Engine Optimization.

  1. Content Marketing

La strategia di Content Marketing comprende la creazione, distribuzione e analisi dei contenuti per il raggiungimento degli obiettivi di marketing e comprende diversi strumenti:

  • blog aziendale: utile per mostrare la propria esperienza e competenza e generare traffico organico sul sito web aziendale, oltre ad essere un mezzo valido per convertire i visitatori in lead o clienti;
  • ebook e dispense: si tratta di materiale informativo ed educativo di valore che permette di ottenere i dati dei visitatori del sito ma, soprattutto, entrare in relazione con loro;
  • infografiche e immagini: sono il miglior modo per trasmettere immediatamente l’informazione desiderata, data la capacità del visual di parlare veramente a tutti e una valida alternativa ai lunghi articoli da leggere;
  • video: ogni giorno su Facebook si guardano 100 milioni di ore di video e i dati sono in continua crescita.
  1. Social media marketing

Il social media marketing racchiude tutte le tecniche utili a promuovere il brand o il prodotto su Facebook, Instagram, Twitter & Co. Per ciascuno di essi il social media manager avrà cura di creare un contenuto dedicato, usare le funzionalità a sua disposizione e studiare orari e calendario di programmazione.

L’obiettivo è quello di raggiungere una nicchia di utenti potenzialmente interessati ai prodotti e servizi promossi oppure ampliare la conoscenza dell’azienda presso il pubblico di riferimento.

Inbound Marketing: lo strumento in più per trovare clienti

 Oltre alle tecniche viste sopra si sta affermando sempre più l’Inbound Marketing, una metodologia di Digital Marketing che permette alle aziende di individuare gli utenti in target e che non conoscono ancora il brand, convertirli in clienti e successivamente fidelizzarli, trasformandoli in brand ambassador per la tua azienda.

Video Inbound Marketing

Nell’Inbound Marketing tutti gli strumenti visti sopra si integrano in una strategia unica, capace di creare un’esperienza di valore per il consumatore e portarlo all’acquisto.

Come vedi gli strumenti per fare web marketing sono veramente tanti, ma anche solo utilizzare alla perfezione quelli indicati in questo post ti permetterà di fare la differenza nei confronti dei competitor e di acquisire sempre nuovi clienti.

 

 

Usare le recensioni per creare nuovi contenuti

Pochi lo sanno ma il meccanismo della riprova sociale è uno di quelli che funzionano maggiormente online e per questo il mio consiglio è quello di usare le recensioni per scrivere nuovi articoli e contenuti per il sito web o il blog aziendale.

Tramite una buona recensione, infatti, non solo si attiva il meccanismo della riprova sociale, ma si può usare l’approvazione ricevuta dai clienti per generare nuovi contatti e vendite per la tua azienda. Quando un cliente lascia la sua recensione online, fornisce informazioni importanti al servizio clienti, ma anche al web marketer sempre alla ricerca di nuove idee per nuovi contenuti. Vediamo in breve come fare.

Controllare la SERP per “scovare” nuovi contenuti

Il modo migliore per fare brand awareness online è lasciare che siano i contenuti degli altri a parlare della tua azienda, del tuo prodotto e del tuo servizio, ovvero gli UGC user generated content. Si tratta di contenuti appositamente creati su Tripadvisor o Trustpilot che si posizioneranno ai primi posti su Google e attiveranno il meccanismo della riprova sociale, ovvero la spinta inconscia dell’utente a fidarsi delle opinioni altrui.

Usare le recensioni per scrivere nuovi contenuti

Usare al meglio le recensioni significa scrivere contenuti, osservazioni e consigli che le racchiudano e impostarli nel piano editoriale per i clienti. Si tratta in particolare di usare le recensioni negli articoli del blog secondo il formato della case history ovvero secondo lo schema:

  • problema
  • soluzione
  • vantaggi

in cui il tuo prodotto o servizio è la risposta vincente alle esigenze del cliente.

Creare video recensioni per convincere l’utente

In alternativa si possono usare le molto apprezzate video recensioni, da inserire in una pagina dedicata del sito web e sulla landing page che porterà l’utente alla conversione finale. Abbinare la forza della riprova sociale al potere del contenuto visivo è il modo migliore per ottenere risultati in tempi brevi.

Se ancora non usi le recensioni nella tua strategia web è il momento di cominciare a inserirle nel calendario editoriale e, più in generale, nella tua strategia di content marketing per rispondere ancora meglio alle esigenze del tuo pubblico o completare il funnel dell’inbound marketing deliziando i clienti.

In poche parole, molto spesso vale molto più una buona recensione di un contenuto lungo e informativo, a patto di saper usare questo strumento con professionalità e buon senso, trasformandolo davvero in una risorsa utile per l’utente del web.

Come creare una campagna di Native Advertising di successo

Nel 2019 le tradizionali strategie di web marketing non funzionano più ed è importante fare native advertising, uno degli elementi fondamentali di ogni strategia di content marketing. A differenza della pubblicità tradizionale, con il native advertising l’utente non viene interrotto durante la navigazione.

Oggi il display advertisig ha CTR medi dello 0,11%, anche perché l’attenzione dell’utente si attesta ad appena 8,2 secondi. A questo si aggiunge un costo elevato, che porta le aziende moderne a preferire il native advertising.

In questo contesto la comunicazione pubblicitaria diventa essa stessa contenuto, con un valore informativo o di intrattenimento che prende dal contenuto stesso. La differenza con la pubblicità tradizionale è, però, che non viene riconosciuta come interruption advertising e ha quindi tassi di coinvolgimento più elevati.

Perché usare il Native Advertising in azienda

Il Native Advertising è una tecnica che permette di ottenere diversi vantaggi:

  • permette di parlare al pubblico di riferimento con un messaggio rilevante, utile e interessante;
  • coinvolge il consumatore e il potenziale acquirente;
  • permette di generare passaparola, buzz e condivisioni intorno al prodotto.

Diverse sono anche le tipologie di native advertising, ovvero la pubblicazione di contenuti sponsorizzati e co-generati tra brand e redazione sui siti di grandi editori, network di influencer e siti verticali. Vediamo quali sono.

  1. In-feed: sono gli annunci pubblicitari che si inseriscono nei feed delle piattaforme, ad esempio gli articoli sponsorizzati in un sito editoriale;
  1. Paid search: sono gli annunci a pagamento sui motori di ricerca e che, fino a poco tempo fa, avevano lo stesso aspetto dei contenuti organici;
  1. widget con post raccomandati: sono quelli che trovi alla fine dell’articolo sul sito editoriale e che si inseriscono nel flusso di navigazione della pagina;
  1. promoted listing: il contenuto da sponsorizzare si inserisce in una lista, ad esempio nei siti di e-commerce o sui marketplace;
  1. pubblicità in-ad: i contenuti sono inseriti in un formato pubblicitario standard, simile al banner ma più contestualizzato;
  1. pubblicità custom: è il native advertising più conosciuto, di cui fanno parte i post sponsorizzati.

Come creare una campagna di native advertising?

Oggi fare native advertising è una grande opportunità per le aziende, che possono usare le piattaforme mediatiche per offrire al pubblico contenuti di valore. In particolare l’obiettivo di questa tecnica è creare conversioni, ossia far comprare il prodotto o servizio e spingere all’azione e il CTR non è l’unica metrica da misurare.

Tra i parametri per valutare l’efficacia di una campagna di Native Advertising ricordiamo infatti le condivisioni, i commenti e le interazioni che creano un effetto WOM (word of mounth) che facilita la diffusione del messaggio pubblicitario.

Gli elementi della pubblicità nativa

  1. Il tipo di messaggio

Il contenuto può essere informativo o emozionale, con il primo che è più adatto se l’utente è vicino alla decisione di acquisto e il secondo che è indicato per l’attività di brand awareness.

  1. Il tipo di device

A differenza di altre pubblicità, il Native Advertising si adatta meglio ai dispositivi mobili, dato che qui l’attenzione del consumatore è più efficace sui contenuti.

  1. La posizione

Online è difficile per l’utente evitare una inserzione pubblicitaria fatta con la tecnica del Native Advertising, a differenza dei banner che sono posizionati in un determinato punto del sito.

  1. La piattaforma

Per fare una campagna di Native Advertising di successo è necessario usare una piattaforma di distribuzione efficace, che permetta di rinforzare il contenuto.

Concludo ricordandovi che il native advertising non riguarda solo la pubblicazione dei contenuti sui magazine online, ma anche la creazione di pubblicità per i social media e i video.

Si tratta di una tecnica in costante crescita e che entro il 2020 conquisterà il 52% del mercato della pubblicità display in Europa, una tecnica da non trascurare e che deve far parte a pieno titolo del marketing mix digitale