Perché non devi rinunciare ai post di Google

Oggi gli annunci Google My Business (GMB) sono un importante fattore di ranking locale per le aziende e mantenere le schede di Google My Business aggiornate con contenuti sempre nuovi aumenta la possibilità di comparire tra i risultati di ricerca su Google.

Concentrarsi sui post di Google vale quindi il tempo e le energie di un professionista di web marketing? Sicuramente si tratta di un modo efficace per attrarre traffico organico qualificato, in un contesto in cui è sempre più importante pagare per avere visibilità online.

Qualche parola sui post di Google

I post di Google permettono alle aziende presenti su Google My Business di pubblicare annunci, offerte, aggiornamenti e altri contenuti integrati con immagini, GIF e video e il contenuto è inserito nella scheda con le informazioni sull’attività commerciale, comparendo sia sui risultati di ricerca Google, sia su Google Maps.

La funzionalità è presente da diverso tempo e in particolare dal 2016 ed è davvero interessante per fare marketing geolocalizzato, permettendo di aggiornare la scheda con contenuti dinamici come eventi, offerte e promozioni: oggi i post di Google stanno diventando sempre più importanti in quanto Google My Business ha acquisito rilevanza ai fini della ricerca locale.

Il tutto anche se di recente i Google Post sono stati spostati sul fondo della scheda informativa, probabilmente per l’intento di Google di portare le aziende ad acquistare contenuti a pagamento e difendersi dalla “invasione” di Amazon Advertising.

Perché consiglio di usare i Google Post.

  1. I post di Google sono una componente importante nella scheda Google My Business delle aziende, soprattutto per la ricerca locale e oggi gli elenchi GMB sono il principale fattore d ranking locale. Pubblicare contenuti aggiornati permette di farsi trovare più facilmente online.
  2. I post di Google sono un elemento chiave della tua strategia di web marketing se vendi servizi di alto livello e devi creare una relazione a lungo termine con i consumatori e lo sforzo per creare un post su Google è davvero minimo.

Il consiglio in più è quello di usare i post con intelligenza, ecco qualche esempio concreto:

  • Proponi un messaggio già pubblicato sugli altri canali online: è il modo più produttivo per attirare nuovi clienti, mantenendo una coerenza di fondo;
  • Utilizza Call to Action chiare e decise pubblicando un URL per portare i visitatori sul tuo sito web;
  • Compila tutti i campi del post su Google (data, indirizzo, numero di telefono) e crea contenuti che i visitatori possano recensire e votare per rendere più interessante la tua scheda su Google My Business.

Utilizzare i Google Post è ancora importante e ogni azienda dovrebbe valutare il lifetime value di ciascun cliente attratto sul sito per comprendere il costo effettivo in termini di produttività di questo strumento. Vedrete che aggiornare la scheda di Google My Business con contenuti sempre nuovi è un lavoro capace di portare risultati concreti.

 

Contenuti esistenti: quando e come aggiornarli

Oltre alla creazione di nuovi contenuti ottimizzati per il posizionamento sui motori di ricerca, chi fa SEO sa anche aumentare la visibilità dei contenuti già esistenti, a partire da quelli che portano maggiori visualizzazioni e click. Vediamo allora come fare, ma soprattutto i vantaggi che derivano dall’aggiornare i vecchi contenuti.

Vecchi contenuti: i vantaggi di aggiornarli

Sul sito e sul blog i contenuti possono acquistare o perdere valore con il tempo e, soprattutto quando si ha a disposizione un gran numero di testi, il lavoro migliore che si può farli è aggiornarli, ampliarli e dare loro una nuova vita. Quali sono, allora, i vantaggi che derivano dall’aggiornamento dei contenuti esistenti? Vediamoli assieme:

  1. migliore esperienza per l’utente, dato che un contenuto aggiornato è più utile;
  2. maggiore autorità dell’URL;
  3. possibilità di ottimizzarli per nuove keyword o più parole chiave, aumentando così le visualizzazioni e i click.

Contenuti da aggiornare: come sceglierli

Per la scelta dei contenuti da aggiornare consiglio di utilizzare Google Analytics per analizzare le pagine e i dati di traffico di ciascun contenuto, individuando quelle che sono le 10-15 pagine con le migliori prestazioni.

Analizzando queste pagine su Google Search Console si potrà affinare ulteriormente l’elenco dei migliori contenuti, individuando le opportunità di ottimizzazione.

In particolare, si potranno ampliare i temi trattati solo superficialmente o individuare nuove keyword correlate al tema principale, in modo da ottenere maggiore traffico.

Altri interventi da attuare sui contenuti esistenti

Oltre all’ampliamento e allo sviluppo del tema principale, ci sono altri interventi che si possono fare sui contenuti esistenti. Ad esempio, il mio consiglio è quello di:

  • riparare i link rotti per migliorare non solo la SEO, ma anche l’esperienza dell’utente;
  • aggiungere nuovi immagini e video, per far sì che i media dell’articolo siano sempre rilevanti, in particolare i video YouTube;
  • aggiungere una CTA sulle pagine migliori per aumentare le conversioni.

Aggiornamento dei contenuti: con quale frequenza deve avvenire

A chi si chiede con quale frequenza deve avvenire l’aggiornamento dei contenuti, la risposta migliore che posso dare è che non esiste un tempo standard adatto a ogni settore e sito web. Se il sito è stato appena pubblicato, ad esempio, non è necessario concentrarsi sui vecchi contenuti per qualche mese.

Se il settore in cui si opera è dinamico, invece, potrebbe essere necessario aggiornare frequentemente i contenuti, così come se si hanno migliaia di visitatori al mese. Infine, l’aggiornamento dei contenuti è essenziale ogni volta che si vuole migliorare il posizionamento del sito web e la SEO senza dover necessariamente creare nuovi contenuti.

In ogni caso è importante, una volta aggiornato il post o la pagina del sito, ricordatersi di promuoverla e condividerla il più possibile per far conoscere ai potenziali lettori la novità.

Content Marketing per la link building

L’attività di Content Marketing è perfetta non solo per generare conversioni o fare lead generation, ma anche per ottenere link in entrata verso il sito web aziendale. Per questo rientra tra le tecniche di SEO Off Page di maggiore successo, a patto di conoscere le regole fondamentali di Google per l’ottenimento di link in ingresso naturali.

Content Marketing e Digital PR

Accanto alla creazione di contenuti di valore, chi fa Content Marketing deve saper fare in modo di distribuire il contenuto pubblicato online in modo che arrivi alle persone giuste, oltre che utilizzarlo per migliorare il posizionamento SEO del sito web.

Il segreto del successo è, quindi, fare Digital PR in modo da inserire il link del contenuto in una conversazione per ottenere il risultato desiderato, utilizzando anchor text naturali e non le keyword secche. Come fare, allora, content marketing per ottenere link in ingresso?

Il mio consiglio è realizzare un contenuto per il blog o il sito che risponda alle chiavi di ricerca e alle query di tendenza sul web, per poi diffondere il link sui social media, nei forum e attraverso la newsletter al fine di aumentare in modo esponenziale la visibilità del contenuto stesso.

Ebook, white paper e case study: il content marketing di qualità

Un buon modo per fare link building e ottenere link in ingresso per il proprio sito web rispettando le regole di Google è realizzare contenuti come ebook, white paper e case study piuttosto che materiale commerciale. Proprio questa tipologia di testi, infatti, viene più facilmente condivisa online e permette di aumentare il pubblico di riferimento, i visitatori del sito e, di conseguenza, le condivisioni.

Non pensare, però, che sia sufficiente raccogliere gli articoli vecchi del blog in un ebook o presentare case study non aggiornate: ogni singola parola pubblicata online deve essere scelta con la massima attenzione e cura, se si vuole raggiungere l’obiettivo desiderato con l’attività di content marketing.

Infografiche e report tra i contenuti più apprezzati

Una grande risorsa per chi si occupa di content marketing per fare link building sono le infografiche, dato l’ampiamente dimostrato potere delle immagini, che attirano l’attenzione del pubblico in modo naturale.

Allo stesso modo un contenuto di valore è il report di settore, capace di raggiungere il target di riferimento e trattenerlo sul sito web per lungo tempo, migliorando così il posizionamento stesso del sito.

Lista di tool e materiali utili da scaricare

L’ultima tipologia di contenuto che permette di ottenere link verso il sito web è la lista di risorse gratuite e materiali e tool utili, suddivisa per settore di business e tipologia di azienda.

Se il tuo sito saprà presentarsi al pubblico come fonte di strumenti e materiali di buona qualità acquisirai rapidamente nuovi visitatori e vedrai crescere in modo naturale il tuo business.

In ogni caso l’attività di content marketing parte dallo studio delle buyer personas, dato che ogni contenuto visivo, testuale o multimediale deve rispondere alle esigenze di un determinato pubblico di riferimento.

Solo così potrai creare risorse veramente utili e cominciare un serio lavoro di link building verso il tuo sito web.

 

I tre strumenti di Digital Marketing più usati

Oggi non essere presenti con la propria azienda, il proprio prodotto o il proprio servizio online significa non esistere. Vediamo in questo post quali sono i tre strumenti di digital marketing più utilizzati, quelli di cui non puoi proprio fare a meno e che devono essere sempre presenti nella strategia di Digital Marketing della tua azienda.

  1. SEO o Search Engine Optimization

Ogni sito web e ogni contenuto pubblicato deve essere ottimizzato per posizionarsi tra i primi risultati sui motori di ricerca, in modo da farsi trovare quando i clienti cercano il tuo prodotto o servizio e generare traffico di qualità sul proprio sito web. Ad oggi esistono diverse tecniche SEO che si possono applicare al sito web aziendale:

  • On Page SEO: si tratta dell’ottimizzazione dei contenuti sulla base di alcune parole chiave, individuate precedentemente sulla base del search intent e del volume di ricerca. Occuparsi di On Page SEO significa creare contenuti che rispondono alle domande dei visitatori e invitano a compiere l’azione desiderata;
  • Off Page SEO: sono tutte le attività che avvengono fuori dal sito Internet come acquisizione di link in entrata o backlink, attività di article marketing e comment marketing;
  • SEO tecnico: comprende tutto il lavoro che viene fatto sul codice del sito, dalla compressione e denominazione delle immagini ai file CSS, dalla costruzione degli URL alla definizione di Meta Title e Meta Description.

Come vedi sono davvero tanti i fattori che incidono sul posizionamento del sito sui motori di ricerca e che fanno parte dell’attività di Search Engine Optimization.

  1. Content Marketing

La strategia di Content Marketing comprende la creazione, distribuzione e analisi dei contenuti per il raggiungimento degli obiettivi di marketing e comprende diversi strumenti:

  • blog aziendale: utile per mostrare la propria esperienza e competenza e generare traffico organico sul sito web aziendale, oltre ad essere un mezzo valido per convertire i visitatori in lead o clienti;
  • ebook e dispense: si tratta di materiale informativo ed educativo di valore che permette di ottenere i dati dei visitatori del sito ma, soprattutto, entrare in relazione con loro;
  • infografiche e immagini: sono il miglior modo per trasmettere immediatamente l’informazione desiderata, data la capacità del visual di parlare veramente a tutti e una valida alternativa ai lunghi articoli da leggere;
  • video: ogni giorno su Facebook si guardano 100 milioni di ore di video e i dati sono in continua crescita.
  1. Social media marketing

Il social media marketing racchiude tutte le tecniche utili a promuovere il brand o il prodotto su Facebook, Instagram, Twitter & Co. Per ciascuno di essi il social media manager avrà cura di creare un contenuto dedicato, usare le funzionalità a sua disposizione e studiare orari e calendario di programmazione.

L’obiettivo è quello di raggiungere una nicchia di utenti potenzialmente interessati ai prodotti e servizi promossi oppure ampliare la conoscenza dell’azienda presso il pubblico di riferimento.

Inbound Marketing: lo strumento in più per trovare clienti

 Oltre alle tecniche viste sopra si sta affermando sempre più l’Inbound Marketing, una metodologia di Digital Marketing che permette alle aziende di individuare gli utenti in target e che non conoscono ancora il brand, convertirli in clienti e successivamente fidelizzarli, trasformandoli in brand ambassador per la tua azienda.

Video Inbound Marketing

Nell’Inbound Marketing tutti gli strumenti visti sopra si integrano in una strategia unica, capace di creare un’esperienza di valore per il consumatore e portarlo all’acquisto.

Come vedi gli strumenti per fare web marketing sono veramente tanti, ma anche solo utilizzare alla perfezione quelli indicati in questo post ti permetterà di fare la differenza nei confronti dei competitor e di acquisire sempre nuovi clienti.

 

 

Oltre le keyword correlate, perché lavorare sul Search Intent

Oggi coinvolgere gli utenti online è un’attività sempre più difficile e per questo si parla di lavorare non più solo sulle keyword correlate, ma anche sul search intent, ossia l’intento di ricerca. Questo vale in modo particolare per l’e-commerce, ma non solo, anche se sui siti dei negozi online è fondamentale che la pagina di destinazione corrisponda alle aspettative dell’utente. Vediamo quindi cosa è la Search Intent Optimization.

Una definizione di Search Intent Optimization

Lavorare sul search intent online significa dare la risposta migliore a un bisogno o esigenza espresso dall’utente sui motori di ricerca, per aumentare le probabilità che visitino il sito web della tua azienda anziché passare a quello dei competitor.

L’intento di ricerca identifica, quindi, il motivo per cui l’utente sta facendo una ricerca su Google e si identificano tre tipi di ricerca online: commerciale, quando l’utente è pronto a compiere l’azione desiderata; informativa, quando l’utente cerca informazioni online; navigazionale, quando l’utente sta cercando un determinato sito o brand.

Nello studio del piano di Content Marketing è quindi importante lavorare per macro e micro contenuti e proprio l’ottimizzazione del testo per intento di ricerca è oggi la chiave per ottenere visibilità sui motori di ricerca.

Come trovare l’intento di ricerca

La prima regola per scoprire l’intento di ricerca dell’utente online è usare il buon senso, cercando di immaginare cosa cerca di ottenere la persona in target e ricordandosi che dietro ogni keyword c’è una persona. L’ideale è servirsi di Google Suggest e Google Search per vedere la lista delle keyword più cercate per intento di ricerca e correlate alla focus keyword individuata, comprendendo contenuti testuali, visivi e interattivi.

Ci sono anche validi tool che permettono di ottimizzare la ricerca del search intent e ordinare le liste di parole chiave per avere un valido piano d’azione per i contenuti, come Serpstat, che offre vari filtri per studiare le caratteristiche e l’intento di ricerca su Google per ogni singola parola chiave individuata.

Come ottimizzare il Search Intent

Il modo migliore per ottimizzare il search intent è fare brainstorming e pianificazione attenta di tutte le possibili keyword da utilizzare per la creazione del piano di contenuti, ad esempio per un blog si può creare un foglio di calcolo e annotare tutte le idee per la stesura dei contenuti futuri.

Possiamo anche usare TextOptimizer, che estrae le tabelle degli intenti di ricerca da ogni pagina dei risultati di Google generando un elenco di idee correlate che si conformano al Search Intent individuato. L’analisi dello schema dei concetti e delle entità correlate permetterà di capire meglio come soddisfare le aspettative dell’utente sul web.

In ogni contenuto inserire una CTA chiara

La Call to Action o CTA è l’elemento chiave di ogni contenuto online e dovrebbe essere unica per ogni pagina per convertire i lettori in clienti e, successivamente, fidelizzarli. Anche in questo caso un foglio di calcolo permetterà di avere sott’occhio tutte le singole CTA già inserite e studiare una strategia di web marketing efficace per il sito web aziendale, aumentando la possibilità di conversione.

Il consiglio è inserire testi che lavorano sulla leva del tempo, della scarsità e dell’urgenza come:

  • Solo per 10 giorni
  • Ultima possibilità
  • Scopri tutti i benefici
  • Clicca qui per iscriverti
  • Scarica la guida introduttiva e così via

Pianificare le varie CTA in content sulla base dell’argomento dell’articolo permetterà di aumentare il tasso di coinvolgimento e le conversioni a partire dal contenuto pubblicato online. Come vedi, oggi non basta più scrivere un contenuto di valore e pubblicarlo online, ma bisogna conoscere le tecniche di marketing e psicologia per attirare i visitatori e trasformarli in clienti.

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