Come creare una campagna di Native Advertising di successo

Nel 2019 le tradizionali strategie di web marketing non funzionano più ed è importante fare native advertising, uno degli elementi fondamentali di ogni strategia di content marketing. A differenza della pubblicità tradizionale, con il native advertising l’utente non viene interrotto durante la navigazione.

Oggi il display advertisig ha CTR medi dello 0,11%, anche perché l’attenzione dell’utente si attesta ad appena 8,2 secondi. A questo si aggiunge un costo elevato, che porta le aziende moderne a preferire il native advertising.

In questo contesto la comunicazione pubblicitaria diventa essa stessa contenuto, con un valore informativo o di intrattenimento che prende dal contenuto stesso. La differenza con la pubblicità tradizionale è, però, che non viene riconosciuta come interruption advertising e ha quindi tassi di coinvolgimento più elevati.

Perché usare il Native Advertising in azienda

Il Native Advertising è una tecnica che permette di ottenere diversi vantaggi:

  • permette di parlare al pubblico di riferimento con un messaggio rilevante, utile e interessante;
  • coinvolge il consumatore e il potenziale acquirente;
  • permette di generare passaparola, buzz e condivisioni intorno al prodotto.

Diverse sono anche le tipologie di native advertising, ovvero la pubblicazione di contenuti sponsorizzati e co-generati tra brand e redazione sui siti di grandi editori, network di influencer e siti verticali. Vediamo quali sono.

  1. In-feed: sono gli annunci pubblicitari che si inseriscono nei feed delle piattaforme, ad esempio gli articoli sponsorizzati in un sito editoriale;
  1. Paid search: sono gli annunci a pagamento sui motori di ricerca e che, fino a poco tempo fa, avevano lo stesso aspetto dei contenuti organici;
  1. widget con post raccomandati: sono quelli che trovi alla fine dell’articolo sul sito editoriale e che si inseriscono nel flusso di navigazione della pagina;
  1. promoted listing: il contenuto da sponsorizzare si inserisce in una lista, ad esempio nei siti di e-commerce o sui marketplace;
  1. pubblicità in-ad: i contenuti sono inseriti in un formato pubblicitario standard, simile al banner ma più contestualizzato;
  1. pubblicità custom: è il native advertising più conosciuto, di cui fanno parte i post sponsorizzati.

Come creare una campagna di native advertising?

Oggi fare native advertising è una grande opportunità per le aziende, che possono usare le piattaforme mediatiche per offrire al pubblico contenuti di valore. In particolare l’obiettivo di questa tecnica è creare conversioni, ossia far comprare il prodotto o servizio e spingere all’azione e il CTR non è l’unica metrica da misurare.

Tra i parametri per valutare l’efficacia di una campagna di Native Advertising ricordiamo infatti le condivisioni, i commenti e le interazioni che creano un effetto WOM (word of mounth) che facilita la diffusione del messaggio pubblicitario.

Gli elementi della pubblicità nativa

  1. Il tipo di messaggio

Il contenuto può essere informativo o emozionale, con il primo che è più adatto se l’utente è vicino alla decisione di acquisto e il secondo che è indicato per l’attività di brand awareness.

  1. Il tipo di device

A differenza di altre pubblicità, il Native Advertising si adatta meglio ai dispositivi mobili, dato che qui l’attenzione del consumatore è più efficace sui contenuti.

  1. La posizione

Online è difficile per l’utente evitare una inserzione pubblicitaria fatta con la tecnica del Native Advertising, a differenza dei banner che sono posizionati in un determinato punto del sito.

  1. La piattaforma

Per fare una campagna di Native Advertising di successo è necessario usare una piattaforma di distribuzione efficace, che permetta di rinforzare il contenuto.

Concludo ricordandovi che il native advertising non riguarda solo la pubblicazione dei contenuti sui magazine online, ma anche la creazione di pubblicità per i social media e i video.

Si tratta di una tecnica in costante crescita e che entro il 2020 conquisterà il 52% del mercato della pubblicità display in Europa, una tecnica da non trascurare e che deve far parte a pieno titolo del marketing mix digitale

 

 

Fiducia, trasparenza e onestà per il Content Marketing di successo

Sei nuovo in questo settore e hai deciso di acquisire le basi del Content Marketing, il lavoro del futuro? Oggi in questa pillola di web marketing voglio regalarti le regole per fare contenuti efficaci.

La top 5 che tutti gli imprenditori e i content marketing manager dovrebbero rispettare nella creazione di contenuti per il web è:

  • Costruire fiducia con trasparenza e onestà;
  • Puntare sui titoli per attirare la curiosità e l’attenzione del lettore;
  • Creare relazioni con altri blogger attraverso una rete di link esterni;
  • Ottimizzare i contenuti di valore già pubblicati;
  • Realizzare materiale gratuito e di valore per trasformare i lettori in clienti.

Come si costruisce fiducia con i contenuti

Quando il visitatore si approccia ad un determinato contenuto valuta fatti, circostanze e relazioni che la tua azienda ha con il mondo che la circonda, vediamo nel dettaglio a cosa mi riferisco.

  1. Fatti: numeri concreti che dimostrano la validità del tuo lavoro e dati precisi che sottolineano i risultati prodotti per i clienti se si tratta di un servizio o la qualità se vendi un prodotto;
  2. Circostanza: si tratta del contesto e dei canali che utilizzi per avviare la relazione con i clienti come telemarketing, pubblicità cartacea, blog, podcast, libri o altro;
  3. Relazioni: parliamo in questo caso del rapporto con i clienti, se è davvero una relazione one to one che punta a risolvere una vera esigenza piuttosto che una comunicazione massiva e indifferenziata.

In conclusione la formula del content marketing di successo è la seguente:

Contenuto = tempo + sensibilità per ottenere fiducia.

Il titolo ideale: semplice, diretto e chiaro

Per avere successo online il messaggio che vuoi trasmettere deve essere chiaro e comprensibile, a partire dal titolo che è l’elemento più importante in assoluto.

Considera che il tempo del lettore è veramente poco e il lettore deve decidere in fretta quale contenuto approfondire online. Considera che con titolo intendo qui anche le prime parole di un post o il title che appare su Google e non solo il titolo del blog.

Il mio consiglio è non usare giri di parole troppo complicati, centrando esattamente il punto dell’articolo senza lasciare dubbi al lettore su cosa troverà una volta cliccato sul link. Attenzione però a non cadere nemmeno nell’errore opposto, rivelando in anticipo le informazioni utili e dando la soluzione al problema già nel titolo.

Un corso quasi gratuito per diventare professionisti del Content Marketing

Per aiutare tutti coloro che hanno deciso di diventare Content Marketing Manager e gli imprenditori che vogliono conoscere cosa significhi davvero Search Intent, Buyer Personas e SEO Copywriting ho creato un corso che condensa in 13 video lezioni, 13 dispense e un Workbook tutta la conoscenza che ho acquisito dal 2013 ad oggi sul tema.

Approfitta subito iscrivendoti qui, ricorda se è il tuo primo corso online sul portale Lezioni-Online avrai il 60% di sconto!